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ROCCASTRADA

Futuro del Circolo Arci, se ne parla stasera

Futuro del Circolo Arci, se ne parla stasera

ROCCASTRADA. Sono passati sette mesi dall’assemblea di metà novembre, quando per la prima volta i vertici locali e provinciali dell’Arci e i rappresentanti delle istituzioni locali incontrarono i...

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ROCCASTRADA. Sono passati sette mesi dall’assemblea di metà novembre, quando per la prima volta i vertici locali e provinciali dell’Arci e i rappresentanti delle istituzioni locali incontrarono i cittadini per cercare una soluzione alla chiusura della casa del popolo di Roccastrada, il circolo Arci, storico punto di aggregazione per i paesani.

Stasera ci sarà un’altra riunione, aperta al pubblico, al centro civico di Roccastrada. L’ha convocata il presidente dell’Arci Giampiero Pietrini.

Pietrini nei giorni scorsi ha lanciato un ultimo accorato appello: «Mi rivolgo a tutti coloro che hanno a cuore il nostro circolo. In un momento così complesso della vita sociale perdere questo il circolo è un lusso che non possiamo permetterci. Qui sono passate e cresciute generazioni di roccastradini. L’attività che ha visto impegnato il direttivo in questi mesi è stata intensa e mira a ricomporre un quadro interno comprensibilmente deluso e demoralizzato per la chiusura. Non nascondo però che l'impegno necessario per consentire la riapertura non è alla nostra portata».

Alle 21 ci sarà quindi l’ennesima riunione, con un duplice obiettivo: da un lato informare i cittadini sulle attività intraprese dal direttivo e poi, aspetto non secondario, coinvolgere in un percorso di collaborazione altre associazioni paesane.

La chiusura dell’attività – lo ricordiamo – avvenne a metà settembre del 2011. Due mesi dopo il Comune ammise di non essere in grado di garantire la copertura economica per una ristrutturazione dei locali. Nel frattempo è stato proposto un progetto di ristrutturazione, che per buona parte dovrà essere finanziato dai soci, dalla comunità.

Pare che ci siano persone intenzionate a rilevare l’attività, anche in altri immobili, ma la riapertura, secondo Petrini, dovrebbe avvenire nei locali dove il circolo è sempre stato. Si è pensato addirittura ad una colletta sociale. C’è da trovare 200-250 mila euro per coprire costi di ristrutturazione e arredi nuovi. (g.b.)

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