Proteste
Fece il primo trapianto con le staminali
Il professore, 56 anni, è un luminare del settore, ha operato anche in Sud America
GROSSETO. Ma chi è Vincenzo Sarnicola? Come e perché inizia il braccio di ferro con l'Asl 9? Andiamo per ordine. Vincenzo Sarnicola, 56 anni, è figlio di un imprenditore cilentano. La sua famiglia è originaria di Agropoli. Nel 1974 si diploma con il massimo dei voti e si iscrive alla facoltà di medicina, a Siena. Qui riesce a laurearsi brillantemente, poi segue il corso di specializzazione in oculistica. Non contento perfeziona la propria preparazione alla Columbia University di New York. È un innovatore Sarnicola. Tornato in Toscana, a 35 anni, vince il concorso di primario all'ospedale di Grosseto. È il decollo di una carriera da luminare. Non si risparmia, opera anche in Sud-America e alla fine balza alla ribalta dei grandi media per il primo trapianto di staminali tra padre e figlio. Gli ultimi dieci anni è un crescendo di sperimentazioni e soddisfazioni professionali, ma iniziano ad incrinarsi i rapporti con l'Azienda.
Sarnicola è infatti un supermedico e svolge un'attività significativa al di fuori delle strutture sanitarie pubbliche. Il suo incarico di primario finisce sub-judice, poi regolarizzato tramite un ricorso il cui buon esito andrà a colpire la legge Bindi, tacciata di inconstituzionalità. Nel 2003 un'altra legge nazionale cerca di mettere ordine in materia riconoscendo ai dirigenti sanitari la facoltà, prima preclusa, di scegliere il rapporto di lavoro non esclusivo e, nel contempo, di dirigere le strutture aziendali. Nel 2004, però, tutto torna in ballo perché la Regione, attraverso l'assessore per il diritto alla salute, l'attuale governatore Enrico Rossi, si schiera contro la legge nazionale, stabilendo che gli incarichi di primariato nelle aziende sanitarie toscane, sono appannaggio dei medici con rapporto esclusivo. La legge regionale, voluta da Rossi, va oltre il diritto di opzione del rapporto di lavoro, insistendo sull'affidamento della responsabilità delle strutture - ovvero l'organizzazione delle aziende sanitarie - che comprende, si sa, investimenti e modelli organizzativi. Nel 2006 la Regione la spunta sulla legge nazionale davanti alla Corte Costituzionale, ma Sarnicola non si arrende. Il contenzioso tra l'Asl 9 e il primario rimane aperto. Il professore - nel frattempo assurto alle cronache nazionali per interventi di eccellenza assoluta - sceglie di proseguire la battaglia legale rifiutandosi di lasciare il primariato di oculistica a Grosseto. Negli ultimi anni è un susseguirsi di pronunciamenti, sospensioni, ricorsi, rimpalli, fino al verdetto emesso a Firenze un mese fa.
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