Il Tirreno

Grosseto

Raccolte 200 firme per dire no al canile vicino alle abitazioni

di Alfredo Faetti
Raccolte 200 firme per dire no al canile vicino alle abitazioni

Gli abitanti di Cittanuova insorgono contro il progetto preoccupati dai latrati di un centinaio di animali

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MASSA MARITTIMA. Dalla tranquillità della natura al caos dato da un centinaio di cani chiusi nelle gabbie.

È il brusco passaggio a cui dovranno fare l’orecchio, stando ai piani del Comune, diversi cittadini di Massa Marittima. Il regolamento urbanistico infatti prevede la costruzione di un nuovo canile nella zona intorno al cimitero, al fianco del campo di tiro di Cittanuova.

Un’idea che non entusiasma per niente i residenti, in linea d’aria distanti poco più di un centinaio di metri dal punto in cui sorgerà la struttura. Su tutti c’è Matteo Cosentino, organizzatore e primo firmatario di una petizione a cui hanno aderito al momento 208 persone. Lui dal punto nel quale sorgerà il canile abita (dal 1967) a soli 80 metri. «Così hanno detto dal Comune, ma secondo me sono anche meno». Per questo è stato il primo a sollevare il problema e a raccogliere firme, in modo da far sentire all’amministrazione «il disagio per il nuovo canile», come si legge sulle petizione, visto che «se verrà realizzato a una distanza inferiore di 200 metri dalle abitazioni produrrà disagi per quanto concerne il rumore e i cattivi odori».

Come detto, siamo nella zona del cimitero, disposta a ridosso di un dirupo da cui la collina su cui sorge Massa Marittima scende verso valle. Per arrivare al punto in cui verrà costruito il canile, occorre prendere una strada sterrata, proprio accanto a questi palazzi.

Insomma, pur scendendo verso la macchia, il punto è attaccato al centro abitato. Soltanto più in basso rispetto alla cime della collina. Vicino, molto vicino a quelle case. «Mi sono attivato quando i tecnici del Comune sono venuti a fare i rilevamenti. – racconta Cosentini - Ho parlato con i dirigenti e mi hanno detto che tutto era previsto da tempo nel regolamento urbanistico. Ma io mica posso andare tutti i giorni negli uffici per vedere cosa verrà costruito».

Ma non appena ha visto i tecnici che prendevano le misure, Cosentino ha iniziato la sua battaglia. La struttura sarà di proprietà comunale e prevede l’installazione di circa dieci piattaforme, in grado di ospitare almeno un centinaio di cani. «Ho parlato anche con gli assessori, che mi hanno spiegato che il canile verrà pulito con il disinfettante, che verranno installate delle barriere per contenere i rumori e così via. Ma insomma...». Ma insomma Costantini dubita, così come i firmatari della petizione, che questi interventi potranno tamponare le ripercussioni che la struttura avrà sul quartiere. Non per diffuso senso di antipolitica, ma soltanto perché l’idea non è quella di un resort super moderno per animali addomesticati, ma quella di un semplice canile, con almeno cento ospiti al suo interno. «Dobbiamo fare qualcosa prima che inizino i lavori, altrimenti dopo sarà troppo tardi. Oppure sarà uno spreco».

Il problema non sono i cani, per coloro che hanno aderito alla petizione. Né il fatto che il Comune costruisca un canile, facendosi carico del servizio ad oggi convenzionato con una struttura di Roccastrada. Il problema sono tutti gli effetti che porterebbe con sé. A partire dai rumori.

«Qui basta che passi un cinghiale o un qualsiasi altro animale e tutti i cani inizierebbero ad abbaiare contemporaneamente, anche in piena notte».

Ma non solo: ci sono gli odori, «che andrebbero ad aggiungersi a quello del depuratore costruito sempre in quella zona», continua Cosentini, e il valore stesso degli immobili, che per la semplice regola del mercato andrebbe a scendere. E infine, c’è da disboscare la macchia per costruirlo. Il punto in questione infatti è completamente ricoperto di alberi. «Se proprio occorre disboscare, perché non costruirlo più lontano dalla città?»
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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