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il bando dell’ex colonia

La parola ai cittadini per l’azionariato popolare

La parola ai cittadini per l’azionariato popolare

FOLLONICA. Una sottoscrizione popolare per salvaguardare la proprietà pubblica della Colonia Marina, il Comune ora dica la sua. Dalle proposte adesso si passa ai fatti. Obiettivo, scongiurare la...

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FOLLONICA. Una sottoscrizione popolare per salvaguardare la proprietà pubblica della Colonia Marina, il Comune ora dica la sua. Dalle proposte adesso si passa ai fatti.

Obiettivo, scongiurare la possibile vendita della vecchia struttura della pineta di Levante grazie a contributi economici di cittadini e di soggetti interessati. L’idea arriva da Sinistra Ecologica e Libertà che mette a disposizione il suo indirizzo di posta elettronica (sel.follonica@gmail.com) e la sua pagina Facebook (Sel Follonica) per ricevere adesioni al progetto di azionariato, che come fine ha appunto quello di ristrutturare la Colonia attraverso appunto una colletta popolare. «Invitiamo - dicono dalla formazione politica - contemporaneamente, anche tutti gli altri partiti, associazioni e gruppi spontanei di cittadini ad aderire a questa iniziativa che Sinistra Ecologia e Libertà lancia come attività concreta di buona politica affinché i follonichesi contino e non siano solo contati durante le elezioni. Crediamo che come toscani e follonichesi non possiamo e non dobbiamo non salvare uno dei simboli più importanti della nostra comunità anche e sopratutto in un momento di crisi come questo dove molte sono le tentazioni».

Stesso suggerimento dell’azionariato era arrivato dal Terzo Polo, (Psi, Api, Udc e Verdi) visto poi che l’avviso di manifestazione di interesse promosso dal Comune di Follonica, per trovare un imprenditore pronto a ristrutturare l’edificio in cambio della gestione di una sua parte, non ha portato ancora a nessuna risposta. «Abbiamo rilevato con soddisfazione e fiducia - sottolineano dal comitato Salviamo la Colonia Marina - la proposta di una partecipazione diretta dei cittadini a sostegno del recupero dell'edificio. In qualunque caso, un segno di maturità e di responsabilità di una parte della politica e di molti cittadini. Fino ad oggi il comitato non si è espresso né sul bando né sulle voci lontane di possibili soggetti investitori, di natura meramente alberghiera. Questo per non alterare in alcun modo possibili equilibri e strategie e mantenere quel ruolo riconosciuto di garante della trasparenza e dell'interesse pubblico».

Dal comitato però adesso chiedono all’amministrazione di intervenire apertamente sulla questione, valutando anche la possibilità di costituire una proroga sulla scadenza ormai imminente del bando. «Ancora una volta siamo qui a ringraziare tutte le persone, normali cittadini come noi, ed anche i soggetti politici che hanno mostrato di avere il coraggio di esporsi in prima persona in nome di un principio e di un valore», concludono dal gruppo. La patata bollente passa ora all'amministrazione che dovrà valutare le varie ipotesi in ballo. (p.v.)

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