Il dolore
Il polo agroalimentare mette radici a Rispescia
Il centro sta prendendo forma all’ex Enaoli dove si candida a diventare un punto di riferimento a livello nazionale. L’assessore Rossi: «Pronto il gruppo di lavoro»
RISPESCIA. Un centro per lo sviluppo dell'agroalimentare in Maremma si farà e, con tutta probabilità, sarà la sede dell'ex Enaoli di Rispescia ad ospitarlo, con l'Azienda regionale di Alberese futuro ente capofila nella direzione della struttura.
A spiegarlo è stato l'assessore provinciale all'agricoltura, Enzo Rossi, durante la presentazione dei risultati scientifici del Centro ricerche strumenti biotecnici Crisba di Grosseto all'Istituto Agrario Leopoldo di Lorena. Una spinta alla soluzione – su una questione che ha creato in passato qualche discussione di troppo – venne data lo scorso anno dal governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi, quando giunse a Grosseto per sostenere la candidatura a sindaco di Emilio Bonifazi e in merito propose l'idea di un polo di sviluppo agroalimentare in provincia.
«Da tempo – dice l'assessore – stavamo pensando concretamente di individuare un'area nella provincia di Grosseto dove collocare un centro di riferimento nazionale per l'agroalimentare e questo finalmente sta diventando realtà. Un gruppo di lavoro della Provincia, di concerto con la Regione Toscana, sta infatti elaborando il relativo progetto». In questo periodo, insomma, si stanno muovendo i primi “concreti” passi per l’avvio vero e proprio del progetto.
Il gruppo di lavoro è costituito da due dirigenti dell'ente locale, Fabio Fabbri – dipartimento sviluppo rurale – e da Alessandro Lombrano – dipartimento sviluppo sostenibile – che lavoreranno al progetto insieme ai colleghi della Regione.
Non è ancora possibile conoscere i tempi per la realizzazione dell'innovativo polo – che si candida a diventare un punto di riferimento per le imprese locali e non – ma è certo che l'annosa questione, nelle intenzioni dei promotori, si risolverà e l'individuazione della sede dell'ex Enaoli, da sempre laboratorio di pratiche sullo sviluppo sostenibile, sembra la più giusta. Anche per dare una svolta definitiva all'agricoltura locale che, stando sempre alle parole dell'assessore, «deve essere sostenuta e valorizzata continuamente, in una terra che vive di agroalimentare».
Da parte sua la Provincia sponsorizza in maniera molto convinta l’idea.
«Si tratta di un progetto – conclude Rossi – che è parte di un iter la cui conclusione avverrà con l'approvazione, come prevede la legge, da parte della Giunta regionale».
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