Il Tirreno

Grosseto

«Consonni va prosciolto Le versioni divergono»

di Pierluigi Sposato
«Consonni va prosciolto Le versioni divergono»

Calcioscommesse, l’arringa del difensore Lombardi all’Ostello del Foro Italico La sentenza è attesa per sabato, poi soltanto 48 ore per presentare ricorso

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GROSSETO. Conteh dice che Consonni sapeva della combine per la partita di Ancona, la conversazione sarebbe avvenuta durante il pranzo del ritiro. Ma Mora, che a quel pranzo c’era e che era vicino a Consonni, dice di non aver sentito proprio nulla. Tutti e due -Conteh e Mora - sono stati giudicati attendibili e ammessi al patteggiamento. Allora chi ha ragione?

È questo il dubbio che il difensore di Luigi Consonni, l’avvocato Romano Lombardi, ha cercato di insinuare nei componenti della Commissione disciplinare chiamata a valutare le responsabilità del Professore, per il quale la Procura federale ha chiesto 1 anno per l’omessa denuncia di quell’accordo illecito per Ancona-Grosseto 2-2 del 2010. Una sentenza che è attesa per sabato: poi ci sono appena 48 ore per il ricorso.

«E poi perché chiamare in causa solo Consonni quando le dichiarazioni rese alla Procura parlano della presenza di Melucci, Mora, D’Alessandro, Federici, tutti sicuramente accanto a lui a quel pranzo?», aggiunge Lombardi. Si creerebbe una disparità, quando vi è invece un lampante precedente: 2001, Atalanta-Pistoiese, deferimento (tra gli altri) anche per Max Allegri: «Vennero tutti prosciolti per un presunto illecito concordato in una cena pre-partita: alcuni dei presenti erano stati deferiti, altri no. La Commissione disciplinare e poi la Caf sostennero che la tesi della Procura federale era illogica e incoerente. Dovrebbe esserlo anche in questo caso, allora. Altrimenti, qual è il criterio?».

Venticinque minuti di arringa, sedici pagine di memoria difensiva più vari allegati. La Commissione aveva già fatto sapere che non avrebbe accolto la richiesta di sentire come testimoni coloro che a quel pranzo erano presenti, come aveva preannunciato il legale nell’esporre la strategia difensiva. Nell’aula dell’Ostello del Foro Italico, a Roma, Lombardi si è concentrato allora sulle dichiarazioni zoppicanti di Conteh: «Lui chiama Consonni “capitano” ma Gigi all’epoca non lo era più da 9 giornate. E non lo è più stato. Conteh dice poi che il pranzo sarebbe avvenuto ad Ancona e invece il giorno prima (era un giovedì perché la gara si disputò venerdì, ndr) la squadra era ancora nel ritiro punitivo di Norcia».

Il nome del Grosseto è risuonato in aula anche nel corso dell’arringa dell’avvocato D’Avirro, difensore dell’Empoli, società coinvolta per responsabilità presunta nel caso di Empoli-Grosseto 2-2: gli stessi zingari, ha detto il legale, la ritenevano non combinata, il pari non era quotato. Quella doveva essere l’occasione per “riparare” la combine mancata con la Reggina: il Grosseto avrebbe dovuto perdere. Ma il fatto che il risultato finale fu quello di parità e altri elementi inducono il difensore a sostenere che non vi sia alcuna prova dell’illecito.

Consonni ieri non ha parlato e Palazzi non ha osservato nulla a proposito della posizione del Professore. Lo farà eventualmente oggi, al termine delle arringhe, mentre non sono previste eventuali controrepliche al procuratore federale. La fase delle arringhe potrebbe però finire domani, dal momento che vi sono almeno una dozzina di posizioni da vagliare. La conclusione è in programma sabato, perché il presidente Artico non sarà disponibile prima di venerdì. Non dovrebbe esserci camera di consiglio ma solo riserva. Sembra che la Commissione sia orientata a fornire le motivazioni contestualmente al dispositivo. Insomma, sabato si dovrebbe sapere il destino di Consonni. E se la sentenza dovesse essere sfavorevole, la difesa avrà solo 48 ore per presentare ricorso alla Caf: i tempi sono stati abbreviati.

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

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