Attenzione
Pittore rischia di soffocare Ma al 118 il medico non c’è
Scansano, la moglie suona più volte al campanello ma nessuno le apre la porta L’uomo sdraiato per strada “accolto” solo dopo lunghi minuti. Adesso sta bene
SCANSANO. Una crisi respiratoria, forse dovuta a una puntura di insetto. Un principio di soffocamento (non uno choc anafilattico, comunque) che avrebbe potuto costare davvero caro a un pittore inglese di Scansano, Brian Johnson, artista apprezzato e conosciuto non solo in Maremma, arrivato con la moglie di fronte al 118 di Scansano, venerdì pomeriggio.
Appunto, l’uomo si è fermato a un passo dal 118. Dentro, il medico che avrebbe dovuto aprire la porta, non era al suo posto. E non aveva segnalato la sua assenza temporanea. La moglie dell’artista è rimasta per lunghi minuti ad attendere. Nessuno che rispondesse ai ripetuti squilli di campanello, al grido d’allarme di una donna che stava soccorrendo il marito sdraiato a terra. «Si sono fermati una decina di passanti in via Diaz - spiega il consigliere di minoranza, Francesco Tenucci, nel ricordare la vicenda - Il pittore era molto sofferente, aveva bisogno di cure urgenti, ma quella porta del 118 è rimasta chiusa inspiegabilmente per lunghi minuti». Fortuna che la situazione si è poi risolta, dopo molto spavento, con la somministrazione di antibiotici e antistaminici.
Pare che la moglie e i passanti, nel panico di quegli attimi interminabili, abbiano addirittura fermato il traffico per evitare che le auto finissero addosso al corpo di Johnson, impossibilitato a muoversi. Qualcuno ha avuto lo sprazzo di lucidità di telefonare al 118 di Grosseto, che ha fatto partire immediatamente l’urgenza, sbloccando l’impasse.
Allertata per telefono da Grosseto, un’infermiera del 118 scansanese ha a quel punto aperto la porta, permettendo al pittore e alla moglie di entrare e di ricevere finalmente le prime cure. La donna si è resa immediatamente conto della gravità della situazione ed è intervenuta in prima persona. Qualcuno riferisce che «abbia urlato ad altri di allertare subito il medico».
Nessuno, il giorno dopo, passata la tempesta, addossa responsabilità all’infermiera, che dalla sua postazione alla guardia medica, non avrebbe potuto udire i suoni ripetuti del campanello. Anzi, Brian Johnson è stato poi curato bene sia al 118 di Scansano che in seguito a Grosseto, dove è stato trasportato in ambulanza e dove è stato dimesso in serata senza particolari conseguenze.
Non così rischia di andare al medico che non si trovava al suo posto di lavoro nel momento in cui la moglie del pittore ha suonato al campanello del 118. Dall’Asl si fa sapere e si ammette «che c’è stato un ritardo e che è in corso una verifica interna per accertare le responsabilità del medico». Che, se confermate, potrebbero anche essere molto serie e portare a provvedimenti pesanti nei suoi confronti.
Il consigliere Tenucci, dal canto suo, fa sapere di avere raccolto testimonianze sull’accaduto e quindi sul perché dell’assenza del medico dal luogo di lavoro in quel momento. Ma dovunque fosse, ha lasciato il posto sguarnito senza comunicarlo.
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