La manifestazione
Pitigliano, in 200 contro i tagli
Assemblea affollata per conoscere il futuro della sanità Il sindaco Camilli: «Ci stanno riducendo i servizi, ora basta»
PITIGLIANO. «Tutti uniti per salvare l'ospedale di Pitigliano», a fronte dei pesantissimi tagli previsti alla sanità nel prossimo triennio - per la Toscana si parla di 400 milioni in meno. Questo il messaggio del sindaco di Pitigliano Camilli ai circa 200 cittadini che venerdì pomeriggio hanno affollato la sala Petruccioli per capire a fondo qual è la situazione dell'ospedale locale.
Troppi tagli «I dirigenti Asl dicono che va tutto bene - ha esordito Camilli- e che l'ospedale non sarà chiuso, ma la realtà sperimentata da noi che viviamo qui è ben diversa da quella immaginata. Negli anni scorsi il nostro ospedale faceva oltre 1.000 ricoveri: improvvisamente questi non si fanno più. Cosa sta accadendo? E poi i servizi: noi esigiamo servizi che ci garantiscano di gestire al meglio le emergenze e che attualmente non abbiamo. Due giorni fa una signora ha avuto una sospetta emorragia cerebrale. Ebbene, il primo elicottero non è potuto intervenire poiché impegnato in altro soccorso, e così anche il secondo elicottero, per cui la paziente è stata caricata sull'ambulanza e portata a Siena. Una vera odissea».
Anziani in difficoltà Per il primo cittadino l’Asl sta continuando a parlare di riorganizzazione dell'ospedale, di revisione di alcuni servizi come quello di radiologia, di visite specialistiche garantite in tempi brevi, ma presso altre strutture ospedaliere. «E un anziano come fa? - dice Camilli - noi viviamo in un territorio con un'altissima percentuale di gente anziana, molta della quale vive con la pensione di base, vogliamo gravare ulteriormente con faticosi, costosi, plurimi spostamenti? Si parla anche di ospedale di comunità e di un pronto soccorso efficiente e non un punto di primo intervento, con cinque medici h 24 in grado di stabilizzare il malato. A me sembrano tutte mezze verità, ho l'impressione che ci sia molta confusione».
Tecnica del carciofo Tanto che sembra quasi una tattica studiata. «L'Asl sta attuando la tecnica del carciofo - prosegue il sindaco - si toglie una foglia per volta e alla fine non rimane niente. Ho chiesto per iscritto il progetto che l'Asl ha su questo ospedale: una volta avuto il documento ufficiale lo analizzeremo e ci aggiorneremo. Certamente l'ospedale di Pitigliano non può essere ridotto a solo pronto soccorso, perché noi viviamo in un territorio disagiato, lontano dai grandi centri, e non si possono fare confronti con altre situazioni tirando per altro in ballo il solito discorso del bilancio».
Interventi Dal pubblico sono poi seguiti vari interventi che da una parte hanno evidenziato l'importanza della riunione che ha coinvolto i cittadini, dall'altra ha fatto emergere un quadro sanitario tutt'altro che roseo. «La fisioterapia a Pitigliano non c'è più ed occorre andare a Manciano, stessa cosa dicasi per la neuropsichiatra infantile e la visita relativa al rinnovo della patente. Per fare una cataratta un paziente deve sottoporsi ad innumerevoli spostamenti e spese, ci sono difficoltà anche per donare il sangue». E infine ha tenuto banco la bella ed innovativa esperienza della medicina integrata, partita grazie ad un finanziamento europeo. «Finiti questi fondi, che fine farà? Questa esperienza che ad oggi sta dando dati molto positivi, considerati eccezionali, sarà messa da parte»? Incertezze che non aiutano.
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