Il Tirreno

Grosseto

federcaccia

«Non siamo predatori spietati»

Monaci: selvaggina in aumento vertiginoso, servono risposte serie

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Federcaccia non ci sta. Luciano Monaci “spara” contro chi «spara sempre e incontrollatamente sui cacciatori, in questo caso volontari richiesti dall'Atc Gr 7 per intervenire a salvaguardia di impianti e colture agricole». Monaci ce l’ha con la Lac e ricorda che «nessuno ha mai protestato quando la Regione Toscana dichiarava fauna selvatica il piccione, imponendo al mondo venatorio di risarcire i danni provocati all'agricoltura da questa specie». Provocatoriamente, Monaci spiega che si potrebbe «raccogliere le uova nei nidi per poi fare frittate, fare musiche o schiamazzi nei centri storici per allontanare i volatili e trasferirli in campagna, sterilizzare o fornire una pillola contraccettiva da prendere tutte le sere, fare un corso di non procreazione ai capofamiglia». Ma servono «risposte serie: non è più possibile ascoltare chi ancora vive nel mondo dei sogni e paragona un animale ad un essere umano, guardate che non ci stanno gli animali.La selvaggina sta aumentando in maniera vertiginosa, la caccia non riesce più a mantenere il numero sostenibile per alcune specie, in particolare piccioni, cinghiali, volpi, nutrie, corvidi, ecc, dobbiamo intervenire durante tutto l'arco dell'anno, il cacciatore diverrà una professione con un ulteriore costo per la società e per il cittadino». «Anche il mondo agricolo - secondo Federcaccia - si deve svegliare, i cacciatori sono stufi di figurare sempre come predatori senza scrupoli, vogliamo renderci conto che insieme siamo gli unici gestori e protettori del nostro ambiente, non lasciamo la Maremma in mano a chi non la conosce».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze