Il Tirreno

Grosseto

Nessuno si fa avanti per la Colonia

di Paola Villani
Nessuno si fa avanti per la Colonia

Tanti i dubbi sul bando: difficile trovare imprenditori disposti ad investire sei milioni di euro per una parte dell’edificio

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FOLLONICA. A nessuno interessa la Colonia Marina. A meno di 30 giorni dalla scadenza dell’avviso di interesse pubblico, stilato dall’amministrazione comunale follonichese per trovare un privato disponibile a prendere in gestione una parte del vecchio edificio della pineta di Ponente e nello stesso tempo a ristrutturarlo completamente, non è arrivata nemmeno una richiesta.

Neppure un imprenditore si è fatto avanti per conoscere meglio la situazione in ballo. Così naturale è domandarsi se questa mancanza di istanze non è dovuta al fatto che quell’avviso non è così allettante: quale imprenditore infatti si accollerebbe una ristrutturazione stimata intorno ai sei milioni di euro (a quanto dicono i rumors cittadini) per poi avere in cambio solo alcuni locali dello stabile?

E c’è di più. In quegli spazi lo stesso concessionario non avrebbe la possibilità di metter in piedi una qualsivoglia attività (albergo, ristorante o così via) ma sarebbe limitato a realizzare o un ostello sociale o una colonia marina destinata ai bambini. La colonia Marina deve rimanere pubblica. La conclusione del percorso partecipativo organizzato dal Comune di Follonica l’inverno scorso, che ha coinvolto soggetti interessati ma anche semplici cittadini, è stata che la struttura che si affaccia sul mare all’interno della pineta di Levante deve rimanere di proprietà comunale.

Bene, il fatto è che quell’edificio sta cadendo a pezzi: a parte i lavori di manutenzione ordinaria nel passato la Colonia non è stata mai oggetto di un intervento mirato al ripristino totale della costruzione. Ma i soldi non ci sono: il sindaco Eleonora Baldi lo ha detto chiaramente e senza mezzi termini.

Non ci sono i fondi, non si vuole vendere a privati, come fare allora? Da qui l’idea dell’avviso pubblico, proposta che ad oggi quasi con certezza non porterà a nulla. La sensazione di molti follonichesi sin da subito e nonostante le rassicurazioni dell’amministrazione, è stata che quel bando fosse uno specchietto per le allodole, un iter scelto per poi lasciarsi libera la strada della vendita a privati. «Perchè nel bando è riportato che in caso di mancate proposte il Comune si riserva la possibilità di modificare la destinazione d'uso del locale?». Chiedono da Rifondazione Comunista. « Il motivo di questa postilla - aggiunge il partito della sinistra - è forse che il reale intento dell'amministrazione è di fare in modo che la struttura sia ceduta totalmente a privati?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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