Finanza
Missione combine sull’auto della società
Carobbio: «Così Turati e Joelson andarono ad Ancona». Iaconi: «Se fosse stata usata, avrebbero dovuto avvisarmi»
GROSSETO. L’illecito di Ancona, secondo la Procura federale, è tutto nell’auto «messa a disposizione dalla società» Us Grosseto, sulla quale - come dice Filippo Carobbio - Marco Turati e Inacio Joelson sarebbero saliti a Norcia per raggiungere la città dorica e trattare il pareggio. Per questo motivo sarebbero stati assenti alla riunione tecnica del giorno prima. Una “missione” il cui mandante sarebbe stato l’allora ds Andrea Iaconi e di cui Luigi Consonni avrebbe saputo, come ribadisce Kewullay Conteh. Quale auto? Gli 007 della Figc si sono concentrati molto su questo aspetto: il patteggiamento ha limitato fortemente i danni per la società ma adesso restano aperte le posizioni di coloro che avrebbero messo a punto la combine.
Andrea Iaconi, sentito all’epoca, nega ogni tipo di accordo illecito. «A Norcia penso che mi recai con un’auto societaria, forse con un mio collaboratore, Pierfrancesco Visci, non ricordo chi guidasse. Io ho usato la stessa auto per tornare a casa. Non era di mio uso esclusivo, ma veniva usata anche per altre esigenze. Non posso escludere che sia stata usata per qualche esigenza della squadra ma non ricordo nulla di specifico. Le chiavi non erano nella mia disponibilità ma per usarla era necessario sempre avvisarmi».
Anche Marco Turati aveva negato alla Procura federale, salvo poi rendere confessione all’interrogatorio di garanzia dopo l’arresto ordinato da Cremona. Aveva negato di essersi recato ad Ancona con o senza Joelsone su un’auto societaria. Aveva sentito gli ex compagni «solo telefonicamente, come Colacone; ma anche tramite social network come De Falco, Camillucci, Surraco». Sempre per informazioni di natura tecnica e non per combine.
Possibile che l’ex mister Maurizio Sarri non si sia accorto di nulla? «Io non ricordo di aver sentito nulla in merito all’accordo per il pareggio neanche durante un pranzo, anche se qualche volta non sono sceso a mangiare con i calciatori; io comunque non ero al tavolo con loro e nessuno mi ha mai riferito che Carobbio o qualcun altro abbia fatto affermazioni di tal genere». E si sarebbe arrabbiato, aveva aggiunto, qualora avesse avuto notizia di una “pastetta”.
Secondo Carobbio, Inacio Joelson avrebbe parlato con il portiere anconetano Da Costa per concordare il pari: «Conosco Da Costa - ha detto l’ex biancorosso - perché è un calciatore brasiliano, ma non è un mio amico né ci siamo mai frequentati. E Iaconi credo mi stimasse ma non mi ha mai chiesto alcun favore particolare».
Thomas Job ribadisce di non aver mai saputo di accordi illeciti né di aver sentito qualcuno chiedere a Turati di prendere contatti con l’Ancona. «Alla riunione tecnica erano presenti tutti, Turati compreso».
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