La manifestazione
Emergenza casa, consegna in ritardo per 70 alloggi
L’edilizia è in crisi e le costruzioni popolari alle Stiacciole slittano di nove mesi Centocinquanta famiglie in lista d’attesa. L’Idv difende il regolamento comunale
GROSSETO. Slitta a fine dicembre - quindi di 9 mesi - la consegna di 70 alloggi popolari alle Stiacciole, prevista dal Comune di Grosseto per marzo di quest'anno. «I lavori non sono completi - spiega Luca Ceccarelli, assessore al sociale - Molte ditte sono fallite, l'edilizia è in crisi, e il Comune ha dovuto rivedere e accettare i tempi con elasticità, dilatandoli per non gravare sulle imprese strangolate dalla crisi». Ditte che risentono della stretta sul credito, che magari hanno problemi a pagare gli stipendi e i fornitori. Gli alloggi in questione sono case popolari destinate a incidere anche sull'emergenza abitativa, che a oggi conta ben 150 famiglie in lista d'attesa. Per gestire la fame di case, per Ceccarelli servirebbero «interventi seri sull'edilizia residenziale pubblica. Il Comune si sta già facendo carico di quel che può fare, ma lo fa con limitate risorse pubbliche e spaventosi tagli al sociale...». «Una crisi che si configura come una vera e propria piaga sociale - spiega Stefano Rosini, capogruppo Idv - Sempre più persone non riscono a pagare l'affitto». Il consigliere si inserisce nel dibattito sull'emergenza abitativa difendendo un regolamento comunale sull’emergenza abitativa contestato, a più riprese, da Cristina Citerni di Sel e dal Forum cittadini nel mondo. «Il Comune - spiega - fa fronte al problema con importanti investimenti economici. Dispone di 1600 appartamenti di edilizia residenziale pubblica cui si accede attraverso regolare graduatoria pubblica. Per i casi di emergenza abitativa ha 50 appartamenti Epg a cui si aggiungono 92 alloggi al Poggio e altri di privati, e investe centinaia di migliaia euro l'anno per contributi agli affitti. È superfluo ricordare che tutti gli alloggi popolari risultano occupati, così come anche gli appartamenti per l'emergenza abitativa, sia quelli Epg, sia quelli del Poggio e quelli in affitto sparsi nella città. La domanda, nonostante tutti gli investimenti, non risulta soddisfatta, tanto che attualmente ci sono altre 150 famiglie in emergenza abitativa, residenti a Grosseto che risultano iscritte da oltre un anno e che all'atto dell'iscrizione erano residenti, come da normativa precedente, da almeno 2 anni. La delibera comunale ha portato da 2 a 3 anni di residenza l'emergenza abitativa, ma non cancellerà nessuna di queste persone già in lista in quanto, già nella domanda precedente e giacente da oltre un anno, il requisito era di essere da almeno due anni residenti nel comune. Non è quindi un regolamento discriminatorio che penalizza chi risiede da meno di 3 anni. Sarebbe importante poter disporre di un numero maggiore di case per far fronte a una situazione sociale difficile, ma questo potrà essere affrontato con politiche di investimento che purtroppo hanno dei tempi non corrispondenti alle aspettative delle 150 famiglie in attesa da anni».
Elisabetta Giorgi
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