Il Tirreno

Grosseto

«I metodi cruenti sono l’ultima risorsa»

«I metodi cruenti sono l’ultima risorsa»

L’assessore Siveri sull’abbattimento di piccioni: prima i metodi “ecologici”, sanzioneremo chi sbaglia

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GROSSETO. L’assessore provinciale Patrizia Siveri interviene sull’uccisione di alcuni piccioni, denunciata dagli animalisti. Mentre l’associazione “Libera caccia protesta”.

Giovedì 31 maggio la polizia Provinciale ha fatto un sopralluogo a Bottegone, nel comune di Grosseto, per un intervento previsto sulle tortore dal collare orientale. «Per garantire la tutela del patrimonio zootecnico, del suolo e della selezione biologica, oltre che per la sicurezza sanitaria, è importante tenere controllate le popolazioni delle tortore e dei piccioni con degli interventi mirati - spiega Patrizia Siveri, assessore all’Ambiente -. La polizia Provinciale è attiva nel verificare la conformità delle procedure di abbattimento controllato e siamo pronti a sanzionare chi trasgredisce il regolamento». Sul caso del 31 maggio se emergessero irregolarità saranno applicate le sanzioni previste dalla normativa vigente.

Le modalità degli abbattimenti per il contenimento delle popolazioni di cinghiale, volpe, corvidi, nutria, tortora dal collare orientale, silvilago, storno e colombo di città sono definite dal protocollo tecnico sottoscritto dalla Provinciae dall’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale. «Tale protocollo prevede prima di verificare l’effettiva necessità di contenimento della specie in relazione ai danni rilevati, poi indica una serie di azioni di controllo con metodi ecologici. Solo nel caso in cui venga poi verificato che tali azioni non sono sufficienti a proteggere gli allevamenti e le colture, si passa all’abbattimento controllato. Il soggetto attuatore di tutto l’iter è l’Atc, mentre il controllo spetta alla Polizia Provinciale».

Più dura Libera Caccia: «È troppo facile parlare senza poi fare niente di concreto. Chiediamo a Lav e Lac di passare ai fatti e farsi loro carico della gestione di tutta quella fauna che è causa di centinaia e centinaia di migliaia d'euro di danni che gravano sulle spalle d'agricoltori e cacciatori. Chiediamo che la Provincia prima di contattare i cacciatori segnali a queste associazioni ambientaliste i luoghi dove cinghiali e piccioni causano danni, dopo ci penseranno loro ad accordarsi con gli agricoltori o facendo prevenzione scacciando gli animali, o pagando loro ciò che viene mangiato dalla selvaggina. Troppo facile dire prima di sparare bisognerebbe fare questo o quello: impegnatevi a farlo, fate dei progetti concreti con coperture economiche e di manodopera. I cacciatori fino ad oggi si sono impegnati gratuitamente ad aiutare il mondo agricolo, sia con metodi ecologici, sia con metodi cruenti, ora fateci vedere voi di cosa siete capaci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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