La manifestazione
Diportisti: «Macché ormeggi sociali»
È ancora scontro tra associazione orbetellana e sindaco sul bando per i posti barca di Santa Liberata
ORBETELLO. Come annunciato, l'associazione diportisti della cittadina lagunare non manca di ribattere al sindaco di Orbetello, Monica Paffetti, sulla questione più bollente delle ultime settimane: l'assegnazione dei posti barca nel canale di Santa Liberata.
Un punto su cui membri Ado e amministratori sembrano andare d'accordo, seppur con distinguo, è l'eliminazione di un'ordinanza sindacale per lasciar spazio a un regolare bando. «Siamo talmente d’accordo - ironizza il direttivo - che sin da settembre dello scorso anno abbiamo invitato gli amministratori a utilizzare per tempo gli strumenti del regolamento urbanistico, che nel canale di Santa Liberata individua spazi e luoghi per ospitare il diportismo sociale. Quello che non si capisce è il perché il Comune non abbia approfittato per tempo di questa possibilità e si sia ridotto ad affrontare il problema a ridosso della stagione estiva».
Le lungaggini dovute alla revisioni del regolamento urbanistico in “zona cesarini”, infatti, hanno contribuito ad aumentare la tensione, che, con la paura di perdere il proprio attracco, è sfociato in scontri sempre più aspri tra le parti.
I diportisti additano agli inquilini del palazzo comunale di essere gli unici responsabili di un lavoro mal eseguito.
«Si continua a puntualizzare l’utilizzo dell’Isee a garanzia di pensionati che non si potrebbero permettere canoni di ormeggio più costosi (fra l’altro i giovani dove li lasciamo? tra i precari?), quando sarebbe stato sufficiente individuare fasce reddituali – sempre tramite Isee – al di sotto delle quali si sarebbe potuto fissare un canone molto basso. E così per le diverse fasce, fino ad arrivare al canone doppio per chi non lo aveva presentato». Ma non finisce qua: le parole del primo cittadino, che mette in contrapposizione associazioni e singole persone imputando alle prime la difesa di presunti diritti acquisiti a scapito delle seconde, fanno infuriare ancor più l’associazione che prosegue: «i punti di ormeggio sono sempre stati affidati ai singoli cittadini e non all’Ado, che non solo non ne ha tratto vantaggio alcuno, ma che, nell’interesse dei singoli, si è invece fatta garante dell’uso corretto del patrimonio pubblico affiancando e supportando laddove necessario. La verità è che le associazioni sono fatte dai cittadini che si uniscono». La polemica si chiude con un ultimo interrogativo, che ironizza ancora una volta sull’amministrazione e contesta: «Ma il Comune osserva una realtà reale o virtuale? O addirittura chiude gli occhi e pensa al complotto?».
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