Sicurezza
«Vi racconto il mio inferno nel lager»
Piero Terracina, 84 anni, scampato ad Auschwitz: stamani incontra gli studenti delle medie
GROSSETO. Una lezione di storia con una fonte molto particolare, quella di oggi per i ragazzi della scuola media Pascoli-Ungaretti.
A tenerla sarà un testimone dell'orrore del lager. Un testimone diretto, perché lui a differenza dei genitori, dei fratelli e di altri parenti da Auschwitz è ritornato e non ha mai smesso da allora di raccontare e testimoniare, soprattutto nelle scuole, ciò che ha vissuto. Con la morte negli occhi, ma anche con quel distacco razionale dalla morte e dall’orrore, che la distanza temporale ha potuto creare.
Piero Terracina, romano classe 1928, dirigente d'azienda in pensione, porterà stamani alle 10,30 nel plesso di via Portogallo la sua esperienza prima di bambino ebreo escluso dalla scuola pubblica per effetto delle leggi razziali del 1938, e poi di ragazzino internato con la famiglia ad Auschwitz.
Furono deportati in otto nel campo di concentramento ma solo lui è sopravvissuto a quell'inferno. Lo ricorda anche una lapide con sette targhette di metallo, una per ogni familiare morto nel lager, incassata nel marciapiede davanti alla sua abitazione.
Nel 2010 quella lapide è stata imbrattata con vernice nera da ignoti vandali. Come ama dire agli studenti che incontra in tutta Italia il suo compito non è quello di ricordare ma di fare memoria.
«Il ricordo morirà con me - dice Terracina - ma la memoria di questi eventi non deve finire».
L'incontro di stamani degli studenti con il reduce di Auschwitz è possibile grazie all'impegno di una delle docenti della Pascoli-Ungaretti, la professoressa Sonia Boni, vedova del maestro Alberto Manzi.
Sara Landi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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