Il dolore
Una strage di piccioni con i pallini di piombo
Cacciatori senza pietà al Bottegone: la Lac presenta un esposto in Procura Individuati per il gesto due grossetani, subiranno conseguenze penali
GROSSETO. Un tappeto di piccioni morti disteso sul selciato, automobilisti bersagliati dai volatili che stramazzavano in picchiata, passanti colpiti dai pallini di piombo sparati a pochi metri da una strada trafficata.
Mercoledì pomeriggio decine di persone che transitavano in località Bottegone, alle porte della città lungo l'ex Aurelia, hanno segnalato alla Lac il fatto che alcuni cacciatori stessero abbattendo numerosi colombi.
I volontari della Lega per l'abolizione della caccia si sono recati sul posto ma hanno potuto solo rinvenire le carcasse e documentare fotograficamente quanto accaduto. «È stata una vera e propria strage di piccioni e tortore dal collare orientale, una specie protetta - racconta Raimondo Silveri, responsabile Lac - oltretutto siamo in pieno periodo riproduttivo e i piccoli nei nidi moriranno di inedia». Alcuni animali sono stati salvati e inviati al centro recupero della fauna selvatica di Semproniano ma per la maggior parte di loro non c'è stato niente da fare. «Molti non abbiamo potuto raccoglierli perché sono caduti nelle proprietà private. Alcuni si trovano sui tetti in eternit di un vicino allevamento, il rischio è che possano cascare e finire nel cibo delle mucche». Silveri oggi presenterà un esposto in Procura ipotizzando il reato di maltrattamenti ed altre irregolarità. «Se anche si fosse trattato di un abbattimento finalizzato al contenimento, la legge impone che siano gli stessi cacciatori o i volontari a raccogliere le carcasse».
Ma l'illiceità di quanto verificatosi viene sottolineata anche da Patrizia Siveri, assessore provinciale all'ambiente. «Ieri le guardie provinciali recatesi sul posto hanno verificato che gli abbattimenti non facevano parte del piano realizzato insieme alla Asl per prevenire il diffondersi di malattie. Le operazioni vengono condotte a seguito di un censimento e solo da persone autorizzate, siano esse cacciatori o guardie volontarie abilitate». In questo caso invece si tratta di «due grossetani, che abbiamo già individuato, che dopo gli accertamenti di rito subiranno conseguenze penali». Non serviranno dunque denunce contro ignoti ed oggi verranno rese note le generalità dei due «che non definirei nemmeno bracconieri, poiché non si sono preoccupati nemmeno di recuperare le loro prede».
Lorenzo Santorelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
