Il Tirreno

Grosseto

Un sacchetto col sorriso per le donne maltrattate

di Lorenzo Falconi
Un sacchetto col sorriso per le donne maltrattate

Oggi la busta speciale per il pane verrà distribuita nei negozi e nei supermercati Soltanto il 10% dei soprusi denunciati ai punti di ascolto contro la violenza

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GROSSETO. Sono circa 700 le donne che, nell'ultimo decennio, hanno avviato il percorso riabilitativo presso il centro antiviolenza di Grosseto.

Un dato preoccupante, soprattutto se confrontato con le statistiche del sommerso, in quanto solo il 10 per cento di chi subisce maltrattamenti trova il coraggio per denunciare l’inferno che è stata costretta a vivere. Numeri negativi, che meritano una risposta basata su cifre positive.

Sono infatti 65mila i sacchetti per il pane che oggi verranno consegnati in 100 panifici e 56 centri di grande distribuzione del territorio provinciale. L'iniziativa “Un sorriso nel sacchetto” punta a far conoscere l'attività del centro antiviolenza, attraverso il pane, alimento di grande consumo.

«Siamo passati dai 46mila sacchetti distribuiti l'anno scorso, ai 65mila di oggi - commenta Reana De Simone, presidente della Commissione provinciale per le pari opportunità - occorre sensibilizzare contro ogni violenza e questo è il modo più efficace di far arrivare il nostro messaggio».

Sul sacchetto sono riportati i numeri di telefono del centro antiviolenza e dei punti di ascolto del territorio, oltre al messaggio dedicato alle vittime di soprusi: «Il tuo sorriso è anche il nostro, se non sorridi a causa della violenza ti ascoltiamo».

«Il successo dell'iniziativa ci spinge a insistere ancora su questa strada - precisa il presidente della Provincia Leonardo Marras - l'impegno è quello di coinvolgere una coscienza collettiva più ampia, con grande senso di responsabilità sociale».

In campo quindi, c'è una sinergia per far sentire un coro unanime contro la violenza, passando per le commissioni comunali delle pari opportunità, le associazioni di categoria, la Camera di commercio. Da non sottovalutare poi, l'impegno costante dell'associazione Olympia de Gouges, da anni impegnata a combattere il fenomeno attraverso il volontariato: «Ogni iniziativa è ben accetta - spiega la presidente Gabriella Lepri - soprattutto se si tratta di sensibilizzare l'opinione pubblica. Se vogliamo essere cinici però, è bene ricordare che tutta la comunità paga un prezzo molto alto per la violenza sulla donna, perché occorrono medici, assistenti sociali, servizi. È opportuno quindi, informare le persone e attivare un percorso immediato in grado di dare fiducia alla donna». Un percorso che a Grosseto si snoda tra tutte le istituzioni presenti sul territorio che hanno dato vita a una task force rosa che coinvolge tutti i livelli della vita civile della nostra città.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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