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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Due denunce in appena dieci mesi e sempre riguardanti le banchine di ormeggio. È quanto sta accadendo al Cantiere navale di Castiglione, che ha nella famiglia Corradi, tra...

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Due denunce in appena dieci mesi e sempre riguardanti le banchine di ormeggio.

È quanto sta accadendo al Cantiere navale di Castiglione, che ha nella famiglia Corradi, tra cui Bernardo calciatore professionista, Angelo Peruzzi, ex portiere di Lazio, Juventus e Nazionale, i soci più illustri.

Questa volta a essere fermati sono stati i lavori di sistemazione al molo, proprio lungo il porto davanti alla sede del cantiere. Se lo scorso anno la vicenda riguardava il pontile mobile sul fiume Bruna a ridosso del ponte Giorgini (un procedimento arrivato in pieno agosto, quasi alla fine della stagione), ora invece i sigilli sono scattati per i lavori di consolidamento e sistemazione di tutta la banchina, circa 60 metri, di fronte proprio all’area del cantiere navale.

Sono stati i militari della Capitaneria di Porto che hanno aperto il fascicolo, sequestrando solo l’area dove si stanno svolgendo i lavori.

La banchina in questione era da tempo in stato di quasi abbandono. Stava in sostanza crollando su se stessa, sprofondando in pieno porto. La società del Cantiere Navale che negli ultimi anni ha completamente cambiato faccia ai capannoni storici, ridando impulso ad un comparto che stava morendo, ha deciso di provvedere in piena autonomia a sistemare la banchina.

Un lavoro impegnativo e molto costoso, andato avanti per mesi. Mercoledì mattina, con la banchina praticamente finita, un escavatore ha proceduto a togliere alcuni “scogli” a ridosso del molo, depositando il materiale di risulta sopra la stessa area.

Nelle autorizzazioni concesse si prevedeva proprio un tipo di intervento del genere, in considerazione «che le opere da realizzare sono finalizzate non solo a ripristinare lo stato e la funzione della banchina, ma anche a rimuovere uno stato di pericolo».

Invece secondo i militari questo non si poteva fare, la ruspa non poteva intervenire per la “ripulitura”, con la conseguenza di fermare tutto e il sequestro dell’area.(en.gi.)

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