Sicurezza
Rispondono al bando prima che il Comune lo renda pubblico
Giallo per il rinnovo del collegio dei sindaci revisori In tre mandano la richiesta di ammissione prima della gara
FOLLONICA. Domande di partecipazione che arrivano prima che il Comune pubblichi l’avviso al riguardo. Accade anche questo nella città del Golfo: l’amministrazione comunale il 24 febbraio 2012 ha diffuso un bando pubblico per la manifestazione di interesse, attraverso il quale reperire i sindaci revisori dei conti.
Il caso strano vuole però che una delle domande sia datata 20 febbraio e altre due sono state ricevute il 24 dello stesso mese, identico giorno della pubblicazione.
Il collegio, composto da tre professionisti del settore economico, ha come compito quello di vigilare sui conti dell’ente comunale e resta in carica per tre anni.
Il consiglio comunale di ieri mattina aveva come punto all’ordine del giorno proprio l’elezione dei componenti dell’organo in questione: ma invece della solita votazione di routine è scoppiato il caos. Per avere un elenco in base al quale scegliere i sindaci il Comune di Follonica ha pubblicato un avviso di interesse pubblico al quale hanno risposto 18 professionisti: a quanto dichiarato dagli esponenti della minoranza la scelta di reperire i componenti del collegio attraverso tale processo non è supportata da nessuna legge, anzi è in contrasto con le norme vigenti, in più in ballo c’era anche la ricezione delle richieste dei professionisti, almeno tre risultano alquanto strane. L’opposizione ha preso come riferimento l’articolo 234 del Testo Unico (ordinamento degli enti pubblici), dove si legge che appunto «i componenti del collegio dei revisori sono scelti uno tra gli iscritti al registro dei revisori contabili, il quale svolge le funzioni di presidente del collegio; uno dall'albo dei dottori commercialisti; uno tra gli iscritti nell'albo dei ragionieri».
In nessuna norma si evince (sempre secondo il Pdl) la possibilità di rintracciarli con un avviso pubblico. «Questa metodologia è illegale perché non supportata da nessuna legge, da nessuno statuto” ha dichiarato il vice presidente del consiglio Aldo Valenza, esponente della minoranza che ieri ha sostituito Lanfranco Stefanelli alla guida della riunione. Il vice presidente ha anche detto che in sede di riunione dei capigruppo il segretario generale di Follonica, Stefano Bertocchi si è riferito a quell’iter definendolo «una norma a modo nostro».
«La parola misteriosa - ha poi spiegato Bertocchi - è inventata, un vocabolo usato in modo informale per descrivere una situazione dove esiste un vuoto normativo: rivendico che il metodo seguito è un procedimento non difforme dal regolamento».
Dopo il caos: la maggioranza non ha voluto fare un passo indietro, non rinunciando a quell’elenco dei 18. «Intanto voglio puntualizzare che illegale significa contro la legge, qui al massimo può essere rintracciata una illegittimità o un eccesso di discrezionalità» ha dichiarato il capogruppo del Pd, Francesco De Luca. Da qui la decisione del Pdl di votare un professionista fuori da quell’elenco: alla fine sono state rinominati due componenti dell’ex collegio, Monica Terzi e Barbara Signori mentre new entry con sette voti Romina Rosticci. Ora la domanda è ma la terza eletta sarà giudicata idonea essendo fuori dalla lista?
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