Proteste
«Consonni non patteggia: è estraneo»
Intanto il Grifone patteggia sei punti e 40mila euro di ammenda per la responsabilità oggettiva
ROMA. «Luigi Consonni non ha chiesto di patteggiare. Lui si ritiene del tutto estraneo alle contestazioni. Ho chiesto di sentire i testimoni di quel pranzo nel corso del quale, secondo le accuse, Consonni avrebbe saputo che era in corso una combine per Ancona-Grosseto: Consonni non ha mai saputo niente». È Romano Lombardi a parlare al termine della primaudienza al processo calcioscommesse, udienza che ha visto accolta la richiesta di patteggiamento dell’Us Grosseto per responsabilità oggettiva: -6 punti e 40mila euro di ammenda.
L’avvocato è il difensore del Professore al processo sportivo che si è aperto a Roma. Un processo nel quale anche Gigi rischia grosso: per lui il procuratore federale Stefano Palazzi è pronto a chiedere 1 anno per l’omessa denuncia della combine. E alla sua età (Consonni è classe 1977) anche un solo anno significherebbe una fine anticipata e indesiderata della carriera.
Conteh, nel secondo interrogatorio, parla del pranzo del giorno prima della gara Ancona-Grosseto del 30 aprile 2010: «Carobbio disse a Consonni che c’era un accordo tra i calciatori delle due squadre per il pareggio». Chi era presente a tavola? Mora e Melucci, sempre secondo Conteh. Ma Consonni è pronto a dare battaglia: il suo legale chiamerà a testimoniare coloro che normalmente (i posti sono pre-assegnati) erano seduti vicino al centrocampista: lui a capotavola, Melucci e Mora da una parte, Federici e D’Alessandro dall’altra. E Conteh dov’era? E Carobbio? Del resto, tutti i difensori dei giocatori chiamati in causa da Conteh ritengono lacunose le parole del difensore della Sierra Leone e sospetti i tempi in cui tali dichiarazioni sono state rese. Il gip di Cremona del resto scrive nell’ordinanza che l’atteggiamento collaborativo del giocatore gli ha evitato l’applicazione di misure afflittive.
Sono stati gli avvocati Mattia Grassani e Menichini a sostenuto le ragioni del Grosseto: i legali hanno tra l’altro prodotto l’informativa della Digos di Grosseto nella quale vi sono le parole di denuncia di presunte irregolarità da parte di Piero Camilli. Un fascicolo del 2009, che non aveva avuto seguito. La difesa del Grifone vuole dimostrare che il club è danneggiato, sciorinando i dati della media punti delle partite interessate a confronto con quella del campionato. Un argomento che, se ha fatto presa sul procuratore federale, ha destato le rimostranze di altri club, come Nocerina, Padova e Vicenza, che ritengono non solo troppo pochi 6 punti per le 8 partite ma sostengono anche che la penalizzazione debba essere sostenuta in questa stagione.
Ieri a Roma c’erano tanti ex del Grifone, deferiti e immortalati dai fotografi al loro arrivo: Nicola Mora, Edoardo Catinali, Thomas Job, Antonio Narciso, lo stesso Filippo Carobbio. Hanno lasciato ieri il carcere Acerbis e Turati.(p.s.)
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