Il dolore
Antichi tesori spuntati dal mare
Un nuovo recupero sottomarino del peschereccio Nettuno
PORTO SANTO STEFANO. Il mare continua a sputare fuori i suoi straordinari e antichi tesori, sommersi dal mare.
Bruno di Meglio, armatore e comandante del motopesca Nettuno che nel primo pomeriggio ha sbarcato sul Molo Garibaldi, dopo tre giorni passati in pesca senza toccare terra, una seconda splendida antica anfora romana.
Dopo quella "pescata" il 22 maggio, l'equipaggio del Nettuno arricchisce la sua collana di recuperi sottomarini con un reperto di grande fascino. Le reti del Nettuno hanno agganciato l'anfora in un tratto di mare tra l'isola di Capraia e l'isola d'Elba su un fondale di 96 metri. Il punto è lo stesso dell'anfora precedente. Si è pure scommesso in banchina che se Bruno tornasse a effettuare la pesca nel solito tratto di mare, insieme alla solita buona quantità di pesce, porterebbe in superficie altre anfore. È molto probabile che su quel fondale giace il carico di un'antica nave naufragata. Lo fa supporre il fatto che questa seconda anfora è la fotocopia di quella riportata in superficie otto giorni fa, sia come dimensioni - 1 metro e 10 di altezza - sia come incrostazioni e dovrebbe far parte di un unico carico.
Naturalmente anche questo reperto è stato consegnato alla Guardia di Finanza che provvederà ad informarne la soprintendenza alle antichità di Siena.
Renzo Wongher
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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