Il Tirreno

Grosseto

ISOLA DEL GIGLIO

Ecco gli alberi che catturano il vento

di Alfredo Faetti
Ecco gli alberi che catturano il vento

ISOLA DEL GIGLIO. Un progetto innovativo, capace di sposare energia e paesaggio, pensato ispirandosi all'isola del Giglio. Si chiama “Wind trees” e prevede l’installazione di torri di segnalazione in...

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ISOLA DEL GIGLIO. Un progetto innovativo, capace di sposare energia e paesaggio, pensato ispirandosi all'isola del Giglio. Si chiama “Wind trees” e prevede l’installazione di torri di segnalazione in grado di captare il vento per produrne energia. Le carte all’amministrazione non sono ancora arrivate (a dire il vero ne è ancora all’oscuro), ma l’idea ha riscosso un gran successo, incoronata da agenzie competenti e dall’università della Sapienza. Ma non solo. Notizia nella notizia, il Giglio torna agli onori delle cronache nazionali senza alcun riferimento alla Concordia e alla tragedia del 13 gennaio, ma solo per le sue qualità.

«Questa tipologia di opera si sposa bene con le isole minori italiane come simbolo di un territorio favorevole alla produzione di energia da impianti per fonti rinnovabili», dice Marcello Audino, ad di Costen srl, società che ha ideato il progetto. Parole pronunciate alla consegna del premio, categoria “Componente”, della terza edizione di “Sole vento e mare: energie rinnovabili e paesaggio”, manifestazione promossa da Marevivo, Gse (Gestore servizi energetici), Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), La Sapienza con il patrocinio dei ministeri dell’Ambiente e per i Beni culturali. «Il progetto deve essere ancora formalmente proposto al Comune dell'Isola del Giglio – aggiunge Audino - Da alcuni contatti informali abbiamo registrato molti consensi anche da parte degli isolani». Infatti, raggiunti telefonicamente, ad ieri né il sindaco Sergio Ortelli né l’assessore all’ambiente Alessandro Centurioni sapevano nulla del progetto, che sposa tecnologia avanzata e paesaggio. «La forma ad albero è un simbolo del rinnovamento nei cicli vitali», dice Audino. Questi “alberi” dovrebbero essere installati negli ingressi dei porti, con il doppio ruolo di torri di segnalazione. Costruita con una lega capace di resistere alle intemperie, la struttura funziona elettromagneticamente, mutuata dai treni giapponesi, riducendo l’attrito e consentendo di allargare il campo di utilizzo della pala. Infatti c’è bisogno di poco vento per entrare in produzione (sono sufficienti tre metri al secondo), una velocità quasi quotidiana all’imbocco dei porti. 

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