Il Tirreno

Grosseto

Caos ormeggi, il Comune non fa sconti ai diportisti

di Claudia Della Verde

Orbetello, nessun dietrofront dell’amministrazione sulle concessioni dei pontili «Vogliamo tutelare tutti i cittadini, anche deboli, e non le singole associazioni»

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ORBETELLO. Sulla questione più dibattuta degli ultimi giorni, l'amministrazione comunale non si era ancora esplicitamente pronunciata. L'attesa per sapere cosa ne pensavano gli inquilini di piazza del Plebiscito, riguardo al contestatissimo bando per l'assegnazione di ormeggi nei canali di Santa Liberata, Albegna e Talamone, si è esaurita ieri. Ma qual è la strada che la giunta di centrosinistra ha deciso di intraprendere? Che non ci fosse la minima intenzione di rinnovare un'ordinanza sindacale urgente, come avvenuto negli anni precedenti, era risaputo.

L'emergenza di produrre un nuovo bando, dettato forse dalla fretta e dai ritardi, per perseguire gli ormai noti obiettivi di legalità e trasparenza, ha portato però effetti indesiderati da quelli auspicati e le proteste delle associazioni diportistiche distribuite sul territorio comunale ne sono la prova tangibile.

Ribadendo la volontà di assegnare le concessioni demaniali al Comune e di creare un bando pubblico che permetta a ogni cittadino di ottenere, secondo criteri selettivi legati alla residenza, al reddito ed all'età, un posto barca, l'amministrazione motiva le proprie decisioni.

«Riteniamo che il criterio di diportismo sociale stia a indicare la scelta politica di voler tutelare i cittadini di Orbetello offrendo loro l’opportunità di avere un posto barca a prezzi contenuti - spiega il primo cittadino - usando delle regole per cui non si possa verificare l’esclusione di un pensionato che non potrebbe permettersi altra soluzione rispetto a chi ha un reddito più alto». Secondo la Paffetti, la scelta di non fare un uso commerciale del diportismo minore, che avrebbe portato maggiori entrate nelle casse comunali per far fronte ad altre esigenze essenziali, ma che avrebbe escluso le fasce più deboli, non rientra nelle linee di mandato per cui i cittadini le hanno dato fiducia. «Riteniamo inaccettabile che un solo pensionato possa restare escluso dall’assegnazione, a vantaggio di chi invece potrebbe garantirsi un posto anche con un altro meccanismo - prosegue - L’ostilità incontrata per la presentazione del reddito al fine dell’assegnazione ci lascia perplessi». Un velato monito va alle associazioni che nei giorni scorsi hanno “fatto scudo” nei suoi confronti: «Il diportismo sociale è a tutela di tutti i cittadini e non delle singole associazione», ed aggiungendo, infine che «modificare equilibri porta a togliere diritti acquisiti;chi pensa di cavalcare in maniera populistica tale disagio, sicuramente non garantisce il bene di questa comunità nella sua totalità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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