Sicurezza
«Seimila euro per combinare la partita»
Ancona-Grosseto, Conteh conferma le parole di Carobbio ma i presunti responsabili negano: «Nessun accordo»
GROSSETO. Era una partita importante, per non dire fondamentale. Mancavano cinque giornate al termine della stagione 2009-2010, la terza del Grifone in B, e i biancorossi erano in corsa per i playoff: 6° posto, 57 punti. Piero Camilli ci teneva tanto che aveva spedito la squadra in ritiro punitivo, a Norcia, dopo lo 0-3 subìto con il Lecce, prima sconfitta per Maurizio Sarri alla sua sesta presenza sulla panchina.
Ma Camilli non sarebbe stato l’unico a tenere in modo particolare (solo sportivamente, s’intende) a quell’Ancona-Grosseto del 30 aprile 2010, un venerdì. Anche i giocatori ci avrebbero fatto un pensierino: illecito. Lo ha raccontato Filippo Carobbio al pm di Cremona ma anche alla Procura della Figc nella dichiarazione resa il 29 febbraio scorso. Sette ore davanti al vice procuratore Loli Piccolomini e al sostituto Quartarone. Nel verbale, l’ex centrocampista del Grifone parla degli zingari e di come era entrato nel vortice. Facendo una premessa: «Come è noto agli addetti ai lavori, la maggior parte delle ultime gare di campionato sono combinate e non solo dai calciatori ma anche dalle società. In effetti, come è capitato per Empoli-Grosseto e Ancona-Grosseto, gli scommettitori, tipo gli zingari intervenivano su partite già combinate». E così Carobbio chiama in causa l’ex ds Andrea Iaconi, che avrebbe inviato Turati e Joelson ad Ancona promettendo denaro per la vittoria: «Non ricordo se ero presente quando Iaconi chiese ai miei compagni di andare - dice alla Procura federale - ma ero presente in altre occasioni durante le quali il direttore sportivo discorreva della circostanza e comunque il fatto mi venne ulteriormente confermato dai diretti interessati; ricordo peraltro che i miei compagni si recarono ad Ancona con un’auto messa a disposizione dalla società. I calciatori emissari raggiunsero l’accordo con gli avversari, ratificato dalla società, che tuttavia prevedeva un pareggio, atteso che l’Ancona non voleva perdere e quindi non veniva pattuita alcuna somma da corrispondere».
Kewullay Conteh ci aveva messo un carico sopra, il 13 aprile: «Carobbio mi disse che andavamo a prendere un punto e mi disse che avremmo potuto ottenere dei soldi. Erano presenti Acerbis, Joelson e Turati che si dichiararono disponibili alla combine. A pranzo Carobbio disse a Consonni che c’era un accordo e la sera prima della gara mi consegnò 6.000 euro, anche se quando tornammo a Grosseto mi levò dei soldi perché non avevo giocato. Turati non era presente alla riunione tecnica del giovedì e Carobbio mi disse che si era allontanato dall’albergo per parlare con i giocatori dell’Ancona. Durante la partita, Sarri si era rivolto alla panchina dicendo “ma non si doveva pareggiare?”» riferendosi alla mancata verifica dell’accordo sul pareggio, arrivato poco prima della fine.
Marco Turati, però, nega: «Compagni e dirigenti mi chiedevano insistentemente notizie sull’Ancona - dichiara il 12 marzo scorso - avendo io giocato in quella squadra, solo in riferimento alla loro condizione atletica; escludo che Iaconi abbia parlato con me di accordi per combinare la gara. Se non avessimo vinto, Camilli ci avrebbe lasciato in ritiro a oltranza. Anche il mister Sarri e l’allenatore in seconda mi spingevano ad assumere notizie; ma è una prassi costante far contattare gli ex compagni». Ma ci andò ad Ancona? «No e tantomeno con un’auto societaria e in compagnia di Joelson».
Anche il brasiliano nega di fronte alla Procura federale, il 15 marzo: «Non ricordo di essermi recato ad Ancona prima di andarci con tutta la squadra - dice Inacio José Joelson - Ricordo di essermi allontanato solo per effettuare un accertamento sanitario», forse nella stessa Norcia, in compagnia di medico o massaggiatore. «Iaconi non mi ha mai chiesto di recarmi da Da Costa (portiere dell’Ancona, ndr) per manipolare la gara... Ritengo che Carobbio mi abbia coinvolto per paura degli zingari».
Andrea Iaconi (28 marzo) in parte conferma in parte smentisce, in parte è incerto sulle date della sua permanenza nel ritiro: «Escludo di aver parlato personalmente con Turati e Joelson di problemi inerenti alla gara. Ho parlato molto con allenatore e squadra, ma quando era al completo». Su Joelson, l’ex ds esclude però che si sia infortunato e che si sia allontanato dal ritiro per accertamenti diagnostici. «Mai incaricato qualcuno di contattare la squadra avversaria». I suoi rapporti con Carobbio? «Se lui dice che è tutto combinato sarà un fatto a sua conoscenza. Io non so nulla. Adoravo Carobbio, l’avevo voluto io al Grosseto, ancora non mi capacito di quello che ho letto, me lo sarei portato dietro in qualunque squadra mi fossi recato».
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