Sicurezza
Rivoluzione per i bus, sei linee urbane
Ecco il progetto che il Comune presenterà in Regione in vista della gara unica per il trasporto pubblico locale
GROSSETO. Entro due mesi il Comune di Grosseto dovrà presentare all'assessorato regionale ai trasporti il progetto che, a partire dal 2013, rivoluzionerà la viabilità pubblica cittadina.
Una tappa fondamentale perché, in base ai piani che verranno presentati da ogni Comune e Provincia toscana, l'assessore Luca Ceccobao ed i suoi tecnici stileranno il bando per l'affidamento del servizio unico di Tpl la cui indizione è prevista prima della fine dell'anno.
Il Tirreno ha visionato la bozza che, seppur in maniera ancora ufficiosa, traccia le linee guida della futura mobilità cittadina. Il documento è passibile di alcuni ritocchi in giunta, dove ha già ottenuto un placet informale, ed in un eventuale passaggio facoltativo in consiglio comunale (che precedentemente aveva approvato la convenzione con Provincia e Regione), ma l'ossatura difficilmente verrà stravolta.
Complessivamente il progetto prevede che gli autobus nel capoluogo maremmano attraversino una rete di circa un milione e 100mila chilometri, scorporati in 850mila chilometri del tessuto urbano e 250mila chilometri per quello suburbano.
Una differenziazione non solo schematica dal momento che la copertura delle frazioni (Alberese, Batignano, Braccagni, Istia d'Ombrone, Marina di Grosseto, Montepescali, Roselle, Rispescia) verrà conteggiata nel computo attribuito alla Provincia, circa 5 milioni e 700mila chilometri.
Per questa nuovo reticolo l'amministrazione municipale ha stanziato 820mila euro (ma 170mila euro concernono l'Iva) mentre Firenze verserà un milione e 50mila euro. L'apporto della Regione è stato calcolato su un costo standard di circa 3 euro al chilometro, ai quali verranno sottratti i 77 centesimi più iva finanziati dal Comune ed i ricavi ipotizzati del 35% del fatturato.
Ma cosa cambierà per i cittadini? Innanzitutto il nuovo sistema non sarà più circolare ma radiale, con le tratte che si dipaneranno da alcuni punti focali per tagliare la città lungo gli assi viari principali.
Le linee urbane saranno sei e attraverseranno le arterie nevralgiche: via Orcagna e via Telamonio; via Senese; entrambe le parti, sud e nord, dell'Aurelia; via Scansanese; Via Gramsci e via Einaudi.
Per ognuna di queste, di lunghezza variabile tra i 3 e gli 8 chilometri, sono previste 56 corse giornaliere dalle 7 di mattina alle 21 di sera. Se prima per viaggiare da un punto all'altro della città poteva esser sufficiente un solo autobus, con il sistema radiale saranno necessari più cambi, ma i possibili disagi verranno sopperiti dall'abbattimento dei tempi con un intervallo tra una corsa e l'altra di soli 15 minuti.
Un'altra linea “forte”, ovvero ad alta frequenza, farà la spola tra la cittadella e l'ospedale Misericordia.
Più articolato è il discorso inerente al centro storico, per il quale sono in programma due linee di minibus con altrettanti parcheggi di scambio: dal piazzale Marconi, prospiciente la stazione ferroviaria, partiranno le corse che costeggeranno il lato occidentale delle mura medicee mentre da piazza Barsanti muoveranno quelle che seguiranno il lato orientale.
Parcheggi scambiatori o terminal bus potranno esser realizzati anche in altri punti nevralgici della città, nei pressi dell'ospedale come in quelli dello stadio di baseball Jannella, ma siamo sempre nel campo delle ipotesi.
In municipio è in corso l'aggiornamento del Put (Piano urbano del traffico) che risale al 2004 e sarà questo lo strumento per ripensare complessivamente tutte le strategie.
Molti i cambiamenti ventilati, dall'aumento delle corsie preferenziali ad un piano per le soste brevi che stimoli gli “avvicendamenti” delle auto con tariffe differenziate a seconda delle zone, più care vicino al centro storico e meno nelle strade più distanti. Qualcosa, forse, sarà rivisto anche nell’estensione della Ztl.
Tutte ipotesi al vaglio di dirigenti e tecnici che puntano a potenziare il trasporto pubblico locale. Se poi gli autobus saranno di un'azienda toscana, russa o francese, sarà la gara per il servizio unico a stabilirlo.
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