Il Tirreno

Grosseto

Quel rigore che nessuno voleva tirare

di Pierluigi Sposato
Quel rigore che nessuno voleva tirare

Grosseto-Reggina 2-2: Joelson e Carobbio non se la sentirono perché ex o perché c’era un accordo illecito a quattro?

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GROSSETO. La vera storia del rigore che nessuno voleva battere al 93’ di Reggina-Grosseto 2-2 del 30 aprile 2010 è ancora tutta da scrivere. Chi ignorava la combine, non ha dubbi: Joelson si rifiutò perché in comproprietà con la Reggina (se avesse segnato, sarebbe stato nel mirino dei calabresi che stavano vincendo e dovevano evitare la retrocessione; se avesse sbagliato, sarebbe stato criticato dai sostenitori biancorossi) e che Carobbio non se la sentì perché ex. Ma alla luce delle parole di chi sapeva - e l’ha raccontato - che quella partita era “aggiustata”, il comportamento dei due rigoristi (Pinilla non c’era) è spiegabile solo con l’illecito. Secondo Carobbio, sarebbero stati d’accordo «Joelson, Conteh, Acerbis e Turati, che però non giocò, ma avevamo previsto per lui un compenso di 3.000 euro». Conteh aveva raccontato di essere stato raggiunto in un autolavaggio da Carobbio e da tre persone («uno mai visto, ma ricordo di corporatura grossa e con un orologio d’oro al polso») che gli proposero la combine: sarebbero stati 15-17mila euro ciascuno, anche per Turati. Ma Conteh, percependo nervosismo e che i tifosi sembrassero «sapere che eravamo disposti a perdere la gara», si ritirò: «io restituii i soldi a Carobbio».

E leggendo le carte è comprensibile anche l’alterazione manifestata da Luigi Consonni, che si prese la responsabilità di tirare quel penalty: il suo procuratore era il ds della Reggina. Ma il Professore fece comunque quello che sentiva essere il suo dovere.

Gli uomini della Procura federale hanno passato molte ore a interrogare gli ex biancorossi su quella partita. Vediamo le loro dichiarazioni. Il portiere Paolo Acerbis tenne a precisare che «l’occasione del rigore fu determinata da un mio rinvio». Marco Turati quel pomeriggio era invece assente: «non l’ho neanche vista, la partita. Mai ricevuto somme da Carobbio». Luigi Consonni ricorda che «visto che né Carobbio né Joelson si dimostrava disponibile a tirarlo, divenendo la situazione imbarazzante, mi assunsi io la responsabilità di tirarlo» e che Carobbio «mi chiese anche scusa». Quando in conferenza stampa disse che se ne sarebbe andato «era un conseguente sfogo» perché tirare quel rigore competeva ad altri. Mentre l’ex ds Andrea Iaconi dice di non sapere ancora oggi perché Carobbio non avesse voluto battere il rigore, Thomas Job è del parere che Carobbio e Joelson «avessero paura». Consonni si era arrabbiato, ha raccontato Nicola Mora, «anche perché il suo procuratore era il ds della Reggina, Rosati, e quindi non si sarebbe voluto trovare in quella situazione, in quanto qualora lo avesse fallito qualcuno avrebbe anche potuto pensare male».

Grosseto-Reggina torna anche nel 2010-2011. Il portiere Antonio Narciso ha spiegato agli investigatori Figc (il 7 marzo) che era stato contattato dal suo ex compagno, Juri Tamburini, del Modena : «Mi chiese se ero disposto a predere la partita con la Reggina anche facendo da tramite con i miei compagni di squadra. Anche se non in maniera chiara mi propose 30-35mila euro. Io gli dissi che non ero disponibile a nessun tipo di accordo illecito».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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