Toscana
Più di 10 milioni di euro per il fondo antiusura
Mps spiega il rifiuto del finanziamento alla commerciante di Barbanella Il direttore Ricciuti: «Una svista della fondazione della Misericordia»
GROSSETO. Alla negoziante di Barbanella, il prestito da tremilaseicento euro non è stato concetto da Mps, per «una svista della Fondazione Toscana per la prevenzione dell’usura», che in città tutti conoscono come fondazione antiusura della Misericordia. A spiegare il qui pro quo che si è creato tra il Monte dei Paschi e Rossana Porcu, la negoziante che aveva ricevuto l’ok della Misericordia e quello di Fidi Toscana, l’agenzia regionale che garantisce i soldi erogati all’80%, è Alessandro Ricciuti, direttore territoriale mercato Grosseto di Banca Monte dei Paschi di Siena.
«La Fondazione Toscana per la prevenzione dell’Usura di Grosseto - spiega Ricciuti - che curava l’istruttoria di questa pratica, non ha indirizzato la signora alla banca con la quale intrattiene rapporti, ma a Mps». La signora, però, non è cliente del Monte dei Paschi. «È per questo che la nostra Agenzia 1, alla quale si era rivolta - aggiunge - ha ritenuto opportuno reindirizzare la signora verso la banca di cui è correntista, per velocizzare l’istruttoria. Nessuna umiliazione e nessun mettersi di traverso nei confronti dell’imprenditrice, verso la quale, così come verso tanti imprenditori e imprenditrici, abbiamo il massimo rispetto e in un momento di crisi come l’attuale siamo pronti, nei limiti del possibile e del praticabile, a manifestare concretamente il nostro supporto creditizio».
I dati che i resposnabili di Mps hanno sotto gli occhi ogni giorno, rappresentano uno spaccato della nostra città a tinte scure. Cifre da capogiro, quelle che la banca senese ha erogato negli ultimi anni proprio attraverso la Fondazione antiusura. «La nostra banca - aggiunge il direttore - non è la sola sul territorio ad aver sottoscritto la convenzione con la Fondazione antiusura della Misericordia. Ma dall’inizio dell’attività della Fondazione stessa (fine 2000) ha erogato finanziamenti per 10.273.000 euro su un totale di 12.182.000 euro di interventi su tutto il territorio grossetano (pari quindi all’84% del totale) e si conferma anche nel 2012, con una percentuale di oltre il 70%, come l’istituto bancario primario nell’affiancare la Fondazione Antiusura della Misericordia».
Un’opera, quella fatta da tutte le banche che hanno aderito all’iniziativa della Fondazione antiusura, che ha il merito di aiutare tutte le persone in difficoltà che accedono al microcredito proprio per pagare quelle piccole spese correnti che rischiano di far saltare, in momenti di crisi come questi, l’equilibrio di tanti grossetani. Proprio come stava succedendo alla proprietaria di Casa Mercato, che quei tremilaseicento euro li utilizzerà per pagare l’affitto del suo negozio di Barbanella e per cercare, in questo modo, di continuare a lavorare. «Il lavoro che svolgiamo - aggiunge Ricciuti - serve proprio per sostenere quei soggetti in difficoltà economiche, che rischierebbero di finire nelle mani degli usurai. Anche questo vuol dire essere banca di riferimento del territorio, avere la sensibilità di stare vicino alle famiglie in difficoltà».
Un rifiuto, quello che si è sentita opporre la commerciante quando è andata in banca, che sarebbe quindi nato da un qui pro quo.
Estraneo quindi alla volontà della banca ma generato da chi, alla Misericordia, ha detto alla donna di rivolgersi a Mps anziché andare direttamente alla sua banca.
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