Italia
Ormeggi, si tratta Comune e diportisti cercano un accordo
L’associazione ha presentato una proposta per piazzare i nuovi pontili: ci vorranno quasi duecentomila euro
ORBETELLO. La verve dell'associazione Diportisti Orbetello, che nei giorni scorsi aveva palesato l'intenzione di passare alle maniere forti, minacciando prima un ricorso al Tar poi una manifestazione in piazza del Plebiscito con barche al seguito, sembra essersi placata.
Stessa cosa vale per l'amministrazione comunale, cauta nello sbilanciarsi su una questione che rischia di riaccendere i bollenti spiriti delle persone coinvolte. L’Amministrazione, fra l’altro, ritiene di aver agito finora nella direzione della legalità, introducendo criteri che consentano di “mettere in fila” le richieste e tenendo conto che di “diportisimo popolare” si parla.
Una cosa, però, si sa: non cessano i frequenti incontri tra i diretti interessati, tant'è che in Comune qualcuno si chiede se i membri Ado abbiano preso la residenza in qualche stanza del municipio. Oltre ad una presenza molto assidua, i diportisti portano con sé sempre nuove proposte.
Dopo aver chiesto la concessione della gestione dell'area del canale di Santa Liberata, da intestare direttamente all'associazione, quest' ultima ha presentato nel primo pomeriggio di ieri i preventivi per la messa in posa dei famosi pontili galleggianti, in sostituzione delle ormai obsolete passerelle in legno.
Una scelta di tipo pratico ed economico, visto l'obbligo perentorio di rimozione degli stessi entro il prossimo 30 novembre. Le nuove strutture, oltre a presentare un carattere più versatile, offrono ai navigatori maggiore sicurezza sia per i sistemi antincendio che antiscivolo.
Si tratta di ricoprire una superficie di cinquecento metri lineari con una fornitura di quarantadue moduli galleggianti in resina, secondo le normative europee, modello “easy 170”, delle misure di 12, 20 metri di lunghezza per 1, 70 di larghezza ciascuno.
I nuovi dispositivi sono comprensivi di giunti elastici di collegamento con tanto di canaletta laterale per i servizi, anelli necessari all'ormeggio e parabordi sul lato esterno, nonché di un sistema elettrico di illuminazione e supporto alle imbarcazioni. Il prezzo “stock” è stato fissato in centoduemiladuecento euro, al quale ne dovranno essere aggiunte dodicimilaseicento per il trasporto. Una somma totale che si aggira ad una previsione di spesa di quasi centoottantacinque mila euro, a cui andrà ad aggioungersi l'iva.
A pagare il tutto dovrà essere l'Ente, al quale è stato fornito il preventivo per valutare le disponibilità di cassa e considerare altre possibilità.
I nodi saranno sciolti con tutta probabilità entro venerdì, tant'è che persino la focosa associazione diportisti si astiene dal commentare ulteriorme la situazione, finora precaria e si limita a replicare l'invito sempreverde alla collaborazione con il Comune. Nessun dato certo, dunque, sul futuro delle sorti diportistiche, anche se qualche spiraglio di una conclusione sembra avvicinarsi. Nel caso l'accordo non andasse però a buon fine, come desiderato dai membri Ado, allora si che le acque della cittadina lagunare si incresperebbero molto più del canale incriminato. Le sorprese in ogni caso non si faranno troppo attendere.
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