Sicurezza
I dati sugli inquinanti portati dal vento
L’Arpat risponde alle polemiche degli ambientalisti sulla posizione della centralina di via del Buttero
FOLLONICA. L’Arpat risponde punto per punto ai rilievi mossi negli ultimi mesi da Antonino Vella, ex assessore al Mare del Comune e ambientalista sul posizionamento e sui risultati della centralina mobile di rilevamento dell’aria in via del Buttero. «La scelta della postazione è stata decisa in funzione dei venti principali che provengono dal primo quadrante – spiega Giancarlo Sbrilli dell’Arpat - la centralina risulta, quindi, in una buona posizione per monitorare la ricaduta dei fumi. Il sistema adottato da Vella per valutare la direzione dei venti, cioè l’osservazione giornaliera del pennacchio della ciminiera Tioxide, non è corretto: le correnti in quota sono infatti diverse dalle correnti a terra e veicolano gli inquinanti a livello del suolo, i fumi provenienti dalle ciminiere più basse rispetto alla ciminiera Tioxide frequentemente hanno direzioni diverse. Le centraline meteo inoltre registrano anche i venti deboli e le brezze che risultano di particolare interesse, perché sono capaci di spostare significative masse d’aria verso l’abitato di Follonica con bassa dispersione dei fumi». La bontà della postazione prescelta, per l’Arpat, trova conferma dai valori in concentrazione degli inquinanti industriali misurati: il biossido di zolfo presenta concentrazioni significative sia come medie orarie che come medie giornaliere, pur ampiamente al di sotto dei limiti di legge. Sbrilli anticipa anche la probabile chiusura del progetto di controllo e valutazione delle ricadute delle emissioni industriali a causa dell’avvio di progetti analoghi in altra parte del territorio provinciale. «I risultati che saranno ottenuti dopo l’elaborazione di un anno di misure consentiranno di valutare la conformità dei risultati rispetto ai limiti individuati dall’attuale normativa in materia di qualità dell’aria – conclude Arpat - la valutazione critica dei risultati, comparati con le condizioni meteo registrate durante la campagna di controllo e la conoscenza del quadro emissivo, consentiranno un ulteriore approfondimento sulla stima della qualità dell’aria in funzione delle ricadute industriali della zona».(m.n.)
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