Il Tirreno

Grosseto

«Casa, il regolamento è discriminatorio» Comune sotto accusa

di Maurizio Bernardini

Sull’emergenza abitativa protestano associazioni e Sel ma contesta anche il circolo Idv, il partito dell’assessore

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Continua a far discutere il nuovo regolamento sull'emergenza abitativa. Il testo, recentemente approvato dal consiglio comunale, non smette infatti d'essere al centro dei dibattiti sia dentro che fuori dal mondo dei partiti.

Nell'occhio del ciclone sono finiti, in particolare, due aspetti: il primo riguarda quella definita, da membri del Pdl, un'equiparazione della famiglia ad altre realtà sociali che esulano dalla convivenza; l'altro punto di scontro è invece relativo all'aumento, da due a tre anni, del periodo di residenza minimo nel territorio comunale necessario per poter accedere agli aiuti.

È soprattutto quest'ultima limitazione ad aver spinto tre associazioni (Forum cittadini del mondo, senegalese Mboolo, tunisina) oltre al centro donna, il circolo arci di Scansano e Cittadinanza attiva a diramare, nel pomeriggio di ieri, una nota. Alla voce del mondo sociale si è aggiunta anche quella dei circoli grossetani di Idv e Sel.

Il documento evidenzia una forte preoccupazione per la nascita di un regolamento definito discriminatorio: «Per l'assegnazione dei contributi a integrazione dei canoni di locazione il Comune segue il dettato normativo derivante dal decreto Tremonti, disponendo per gli immigrati extracomunitari il criterio di almeno dieci anni di residenza nel territorio nazionale, o di cinque anni nella medesima regione. Una discriminazione che anche la Corte di giustizia europea ritiene essere in violazione dei principi costituzionali di uguaglianza, nonché delle norme del diritto comunitario». Ma c'è dell'altro: «L'impegno per la casa deve essere un impegno morale e politico, un percorso da intraprendere a ogni livello, anche nei regolamenti comunali, in particolar modo in presenza di un disagio sociale crescente, del quale la perdita della casa è una delle manifestazioni più drammatiche». Poi l'accusa: «Avremmo desiderato che il Comune mettesse in atto politiche di inclusione per trovare soluzioni condivise. La risposta, invece, è stata quella di porre limiti crescenti per l'emergenza abitativa e criteri che escludono categorie ben precise di cittadini».

Sull'argomento interviene Cristina Citerni, responsabile di Sel: «Ho subìto l'approvazione del regolamento in consiglio comunale. Avevo chiesto una serie di modifiche, che non ci sono state. È incredibile che a mettere in piedi una normativa di questo genere sia un governo che si definisce di centrosinistra. Il tetto dei due anni di residenza era già eccessivo, tre sono assurdi. Cosa dire? Le promesse elettorali della destra le sta mantenendo l'attuale Amministrazione».

Il gruppo di associazioni e circoli espressione del mondo del volontariato locale si dicono comunque fiduciosi riguardo l'avvio di un possibile dialogo con il Comune: «Chiediamo il censimento del patrimonio immobiliare pubblico e delle abitazioni private lasciate vuote e l'apertura di un tavolo di confronto».

Da notare come a esprimere insofferenza per il regolamento, avallato dall'assessore alle politiche sociali Luca Ceccarelli (Idv), sia anche il circolo locale della formazione dipietrista: «Abbiamo espresso la nostra contrarietà nelle sedi preposte - ha confidato una delle iscritte, Roberta Papi - ma purtroppo nel partito siamo una minoranza». Forti critiche anche da Rifondazione comunista e dai sindacati Usb Sunia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze