Il dolore
Abbattuti trenta pini in un weekend
La protesta di un lettore: «Uno scempio in via Mascagni per fare il rondò, la giunta li fa fuori tutti»
GROSSETO. In un weekend sono stati abbattuti circa trenta pini, nella parte di città che da via Mascagni va verso la Scansanese. Uno spettacolo che a molti non è piaciuto. È il caso di un nostro lettore, piuttosto risentito. «Cara Grosseto - scrive -, ieri mattina, come sempre, mi sono incamminato per recarmi al lavoro e, dopo il nuovo rondò di via Mascagni, ho avuto una visione terrificante: avevano abbattuto tutti i pini che dividono la strada! Non mi sembrava possibile. Non bastavano quelli tagliati per far posto al rondò? Chi è stato a decidere questo scempio e perché?».
A scriverci è Stefano Chisci, un cittadino che non riesce a rassegnarsi a questa decisione presa dall’amministrazione comunale che ha tagliato buona parte del polmone verde della città.
«La giunta sembra votata al taglio, pian piano, di tutti i pini a Grosseto per sostituirli, per non più del rapporto di uno a dieci, con lecci che sporcano con le foglie e con la resina e che stanno bene nei boschi. Al taglio, in sostanza, di ciò che ci fa respirare, che ci crea l'ossigeno per vivere. La stessa amministrazione che non sa che basterebbe usare un asfalto più permeabile per evitare che le radici dei pini affiorino sulle strade. Ma tutto viaggia nell'ottica del risparmio...».
Una considerazione che si aggiunge ai lavori eseguiti da poco in via Speri, via Santorre di Santarosa e Ferrucci su alcuni marciapiedi. «Ma allora perché si spendono soldi in modo assolutamente inutile per disfare scivoli dai marciapiedi ben posizionati per rifarli fra i parcheggi e vederli sempre occupati dalle auto in sosta? - si chiede Chisci - Perché si costruiscono piste ciclabili in posizioni completamente inutili? Perché non spegnere le luci dei lampioni quando c'è già la luce del sole?».
Il concetto a cui il lettore si appella in fondo è quello della qualità di vita. «Quella sì che non viene presa in considerazione. E allora perché, tanto per fare un esempio, non vietare di tenere accesi i motori durante le soste? O insegnare agli alunni delle elementari invitandoli a ripiantare nuovi alberi dove ciò è possibile? Spero che questo mio sfogo possa essere costruttivo per il futuro, invitando l'amministrazione a ripensare sul prosieguo dello scempio dei nostri pini» (m.b.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
