Proteste
«Risse, vogliamo più controlli»
ORBETELLO. Una provocazione, una spettacolare occupazione dello spazio di fronte al municipio. «Metteremo le nostre barche di fronte al Comune». È l’ennesima prova di forza dei diportisti orbetellani,...
ORBETELLO. Una provocazione, una spettacolare occupazione dello spazio di fronte al municipio. «Metteremo le nostre barche di fronte al Comune». È l’ennesima prova di forza dei diportisti orbetellani, che «stanchi di un'amministrazione indecisa sulle loro sorti», hanno deciso di passare alle maniere forti.
Dopo la minaccia di un ricorso al Tar per impugnare il contestato “bando” redatto dagli inquilini del palazzo comunale per l'assegnazione dei posti barca nei canali di Santa Liberata, Albegna e Talamone, l'associazione passa alla linea dura e annuncia una manifestazione in grande stile, fatta di veri e propri mezzi ingombranti che occupino la piazza del municipio. L'idea è quella di portare barche, gommoni, canotti e qualsiasi mezzo galleggiante in piazza del Plebiscito, a Orbetello, per lanciare un messaggio chiaro. «Se non possono stare in acqua, ve le portiamo in Comune». Ancora incertezza sulle date, che saranno discusse con il direttivo e altri esponenti del diporto “infuriati” provenienti dalle realtà di Albinia e Talamone, nel corso della settimana. Le intenzioni, però, non sembrano affatto mancare.
«Abbiamo già inoltrato richiesta in Prefettura, Questura e interpellato i carabinieri di Orbetello per sapere come comportarci - spiega Francesco Sabatini, presidente Ado - Dovevamo farla il 26 maggio, ma poi non ce la siamo sentita. Se non ci saranno novità entro il fine settimana passeremo all'azione insieme ai rappresentanti del diportismo delle frazioni coinvolte». Ma l'intraprendenza di coloro che hanno gestito per undici anni gli ormeggi di Santa Liberata non si chiude qua. Ieri è stata presentata un'istanza indirizzata al sindaco, con cui si richiede di poter gestire il diporto sociale nel canale lagunare. «Siamo stanchi delle promesse - prosegue Sabatini- Ogni atto, tra l'altro illegittimo a nostro parere, che va ad aggiungersi alla prima stesura del bando, non fa che aumentare la confusione». Unica soluzione plausibile, secondo il capofila della protesta, è quella in cui amministratori e tecnici facciano un passo indietro e rinnovino l'ordinanza per assicurare il posto barca ai propri cittadini. «Che qualcuno ci butti la faccia e ritiri il bando Ci si impegni per costruire qualcosa di buono e preciso in vista del 2013». Rivolgendosi al sindaco e alla sua intenzione di inoltrare un messaggio che ribadisca il concetto di legalità e trasparenza, il presidente Ado conclude: «ci sentiamo offesi, non siamo filibustieri e abbiamo sempre garantito ai nostri associati la trasparenza, la sicurezza e la legalità di cui Paffetti parla tanto». Dalle stanze comunali, nel frattempo, un'altra fumata nera. Ieri la giunta ha affrontato i nodi gestionali degli approdi, ma per pronunciarsi attende l'ufficialità degli atti.
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