Italia
Protezione civile Ecco cosa cambia
SCARLINO. C’è voluto molto lavoro da parte degli uffici e diverso tempo, visti anche gli eventi che si sono verificati a due passi, ma il nuovo piano di protezione civile di Scarlino è stato redatto....
SCARLINO. C’è voluto molto lavoro da parte degli uffici e diverso tempo, visti anche gli eventi che si sono verificati a due passi, ma il nuovo piano di protezione civile di Scarlino è stato redatto. Non nasconde la sua soddisfazione l’assessore competente Paolo Rustici, anche se ancora il compito non è finito. «È come una scatola che deve essere riempita» spiega. Infatti, adesso l’amministrazione provvederà a organizzare incontri pubblici, in modo da far apprendere ed esercitare i cittadini per ogni evenienza. Ma in ogni caso la maggior parte del lavoro ormai è alle spalle. E anche un buon lavoro, nonché indispensabile. Il sindaco Maurizio Bizzarri, del resto, ricorda ancora quando, dopo l’esplosione del caso Agrideco, l’allora prefetto Francesca Cannizzo lo redarguì per essere sprovvisti di un piano comunale di protezione civile. Come tutti i suoi simili, anche il piano di Scarlino copre pressochè tutti li stati di crisi che si possono manifestare sul territorio. Quelli costieri, ad esempio, su cui ha influito nella stesura del documento anche il naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio, che ha costretto tutti i Comuni maremmani a rivedere i propri sistemi. Oppure quelli legati all’area industriale del Casone, individuata come aerea a rischio rilevante (secondo una legge in vigore dopo il caso di Seveso), anche se in questo caso la competenza è della prefettura. Anche se il rischio più grande che corre il territorio scarlinese, come spiega lo stesso Rustici, è quello idraulico. Ovvero, la possibilità che il fiume Pecora e il canale allacciante possano uscire dai loro letti. In questo caso è tutto predisposto per contenere lo stato di crisi. Ma ci sono aspetti all’apparenza più piccoli trattati dal nuovo piano di protezione civile. Ad esempio la neve, che già da un paio d’anni crea qualche polemica circa mandare o meno i bambini a scuola. «Negli anni precedenti c’è stata molta sensibilità sull’argomento e forse abbiamo tenuto le scuole chiuse troppo a lungo. – spiega il sindaco Bizzarri, l’unico a cui compete questa decisione – Adesso mi farò prendere meno la mano». (a.f.)
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