Attenzione
Marinella e Parisa in lotta con i tedeschi per i propri figli
GROSSETO. Due madri in lotta con la giustizia tedesca per continuare ad abbracciare i propri figli. Sono analoghe ma dagli esiti, al momento, differenti, le vicende di Marinella Colombo e Parisa...
GROSSETO. Due madri in lotta con la giustizia tedesca per continuare ad abbracciare i propri figli. Sono analoghe ma dagli esiti, al momento, differenti, le vicende di Marinella Colombo e Parisa Arefi Doost. Due storie travagliate che sono state le protagoniste dell’incontro “Noi siamo dalla parte dei bambini. E lo Jugendamt?” organizzato in sala Pegaso dall’associazione Il Futuro della Maremma. Fin dal titolo dell’iniziativa viene citato il vero convitato di pietra, ovvero quell’istituto giuridico peculiare dei tribunali teutonici che si rivela determinante quando l’affidamento di un minore è conteso da genitori di due paesi diversi. Secondo il video di apertura del dibattito si tratterebbe di «un terzo genitore amministrativo, creato da Himmler nel 1939, che ha più potere dei genitori di sangue e punta esclusivamente a far rimanere i bambini in Germania». Colombo nel 2008, dopo essere tornata a Milano con i due figli, è stata incriminata per sequestro di persona e maltrattamenti psicologici. «I giudici tedeschi mi hanno inserita nelle liste dell’Interpol ed io sono stata tre volte in carcere. E dopo esser stati prelevati a mia insaputa dalla polizia italiana all’uscita di scuola, i miei figli da più di due anni vivono in Germania con il padre ed io non posso vederli». Un caso che viene raccontato dal libro “Non vi lascerò soli”, edito da Rizzoli, scritto dalla stessa Colombo come parte di quella strategia che punta a tenere viva l’attenzione sull’argomento. Accanto a lei siede Arefi Doost, madre italiana della piccola Jasmin che da anni risiede a Roccastrada, anche lei al centro di una contesa internazionale con il padre che è tornato in Germania ed ha ottenuto l’affidamento dai giudici tedeschi. Parisa però al momento è stata più fortunata poiché, grazie anche alla mobilitazione del territorio e delle istituzioni locali (dal sindaco di Roccastrada, Innocenti, al presidente della Provincia Marras) è riuscita a tenere con sé la figlia, almeno fino a quando il tribunale di Grosseto non si pronuncerà sulla separazione dei genitori. Presenti alla tavola rotonda anche le europarlamentari Cristiana Muscardini, del Partito popolare, che in passato ha presentato numerose interrogazioni alla Commissione Europea ed ha attaccato aspramente la Germania che «ha bisogno dei bambini per espandere la propria egemonia», e Roberta Angelilli, mediatore europeo. Collegata da Milano via Skype l’avvocato delle due mamme, Laura Cossar, che ha sottolineato come «noi il codice Rocco lo abbiamo cambiato. Lo Jugendamt è sempre lì dal 1939».
Lorenzo Santorelli
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