Il Tirreno

Grosseto

Impianti di risalita, stagione a rischio senza la liquidità

di Fiora Bonelli
Impianti di risalita, stagione a rischio senza la liquidità

Indispensabili i fondi regionali per l’innevamento artificiale E intanto gli enti locali pensano a un socio pubblico-privato

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AMIATA. Impianti di risalita toscani: o si trova liquidità, o si rischia di chiudere. E se si chiude non si riapre. Questa in estrema sintesi la situazione attuale. Servono, dunque, fondi immediati. Se si riesce invece a coprire questa fase di transizione e a utilizzare i fondi che la Regione sembra disposta a spendere, si potrà andare avanti negli anni.

Ma è indispensabile, in primis, l'innevamento artificiale, senza il quale le stazioni sciistiche non sono in grado di dare risposte certe agli sciatori. Di tutto questo hanno parlato a Firenze privati e rappresentanze degli enti pubblici e delle Unioni, in un incontro organizzato da Uncem Toscana e a cui l'Unione amiatina, col presidente Franco Ulivieri, ha partecipato in videoconferenza.

Il presidente di Uncem Toscana, Oreste Giurlani, ha ammesso, fuori dai denti, che i privati sono arrivati al fondo. La liquidità è assente.

«Gli enti locali devono prenderne coscienza e dire se sono disposti a sostenere un'operazione con cui va deciso se e come impegnare le risorse regionali», è stato il coro durante la riunione.

Vale a dire che è arrivato il momento che gli enti locali, ma anche la stessa Regione toscana, dicano se hanno intenzione di far parte della cordata per salvare il sistema neve, creando, magari, un socio pubblico-privato ad hoc. La posta in palio è altissima, perché la Regione sembrerebbe intenzionata a investire in questo settore, che è una chiave di volta dello sviluppo turistico toscano in inverno, una bella cifra (si parla di 20 milioni), ma bisogna vedere come saranno gestiti.

E per stabilirlo e fare presto, il 7 giugno è stato convocato un incontro di un gruppo di lavoro (formato sia dai privati impiantisti che dai rappresentanti della parte pubblica) che dovranno definire l'operazione.

L’importante sarà partire subito, perché tutto l'intervento finanziario, i ruoli del privato e quelli del pubblico vanno immediatamente definiti. «Solo così - ha ribadito Giurlani - si potrebbe sperare di chiudere tutta l'operazione entro l'anno».

E in primo piano c'è l'esigenza della neve artificiale che deve essere garantita in modo adeguato a tutti. In Amiata, in particolare la questione è forte, visto che negli ultimi anni è nevicato a gennaio, con mancanza assoluta di strato per gli sciatori durante le vacanze natalizie. Ma in Amiata c'è anche la necessità di poter trovare forme di adduzione di acqua in montagna: spese importanti per poterlo fare. La decisione, dunque, decreterà vita o morte del sistema neve.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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