Sicurezza
Il portiere ha fame Acerbis è nei guai
Le confessioni dei tre componenti minori del gruppo croato hanno aggravato le posizioni anche di Pellicori e Joelson
GROSSETO. La fase 3 dell’inchiesta Last Bet è partita nel marzo-aprile 2012, quando si sono costituiti tre componenti minori del gruppo degli zingari e cioè i croati Saka Vinko e Ribic Alija e lo sloveno Lalic Dino.
Confessioni. Soprattutto Saka e Ribic, interrogati da gip e pm, «hanno contribuito con le loro confessioni a rafforzare in molti punti i racconti di Gervasoni e Carobbio relativi alla manipolazione di una serie di partite di serie B - argomenta il gip Salvini nell’ordinanza - Ha avuto quindi conferma con la confessione dei tre slavi la manipolazione o il tentativo di manipolazione, con risultati non sempre raggiunti, di una serie di partite di serie B che emergevano nelle intercettazioni croate e nelle dichiarazioni di Gervasoni e Carobbio: da Cittadella-Mantova ad Ancona-Grosseto, da Grosseto- Mantova a Grosseto-Reggina e così via».
Compromessi. Non solo. «Le dichiarazioni di Saka e Ribic hanno inoltre compromesso in modo definitivo le posizioni di Alessandro Pellicori, di Josè Inacio Joelson e anche di Paolo Acerbis - prosegue l’ordinanza - in quanto i due “zingari” li hanno indicati, con varie sfumature, come giocatori che agivano d’intesa con Gegic per la manipolazione delle partite delle rispettive squadre».
«Il portiere ha fame». Dunque, fatti già noti, sarebbero stati corroborati. «Nel corso di un secondo interrogatorio di Gervasoni del 12 marzo 2012, sono state ulteriormente aggravate le responsabilità del portiere Acerbis circa la sua indubbia e stabile appartenenza all’organizzazione criminale dedita alla manipolazione delle partite di calcio».Di lui le intercettazioni dicevano che «il portiere ha fame, vuole 3-4 pezzi». E se Luigi Consonni, sempre secondo Gegic e Carobbio, non sapeva niente della combine quando il capitano segnò il rigore contro la Reggina, gli sms che Acerbis aveva scambiato e le conversazioni che aveva intrattenuto alla vigilia di Vicenza-Empoli del 29 maggio scorso con uno degli organizzatori delle scommesse illecite, Hristiyan Ilievski, La considerevole quantità di riscontri ottenuti non lasciano alcun dubbio sul ruolo “stabile” che «Acerbis ha rivestito nel corso di almeno due stagioni (2009-2010 e 2010-2011), a stretto contatto con l’ organizzazione criminale oggetto d’indagine». Acerbis «segue fedelmente la strategia del compagno di squadra (Carobbio), ed anche nel suo caso si registra la piena adesione alle finalità criminali e la sua perdurante collaborazione alle strategie del gruppo criminale internazionale. La sua attività illecita si protrae per almeno 2 anni, contaminando almeno 6 incontri del Grosseto (con Carobbio, Turati, Conteh, Joelson e Job) e, con molta probabilità anche alcune partite del Vicenza nella scorsa stagione». Il rapporto con Carobbio e con il sodalizio «non viene meno neanche a seguito di eventuali trasferimenti in altre compagini sportive. Il vincolo fiduciario, che lo lega all’ organizzazione e che lo rende elemento di sicura affidabilità, fa in modo che anch’esso sia tempestivamente fornito di un’utenza sicura, da dedicare ai contatti illeciti per gli accordi relativi alle manipolazioni delle partite di calcio».
Punti di riferimento. Anche Conteh sarebbe stato «un altro stabile punto di riferimento dell’organizzazione criminale», sia a Grosseto (con Carobbio) sia a Piacenza (con Gervasoni). Idem per Joelson «stabilmente inserito in un gruppo di calciatori dedito alla combine calcistica alle dirette dipendenze del gruppo transnazionale».
L’attitudine di Turati. Infine, Turati avrebbe aderito «pienamente all’accordo illegale» avrebbe avuto una « attitudine alla pianificazione di illeciti sportivi». La manipolazione degli incontri del Grosseto «costituisce la pietra miliare delle vicende su cui ha indagato la polizia croata nel corso del 2010, confermate, poi, da inequivocabili intercettazioni telefoniche che convalideranno ancor di più il tenore delle dichiarazioni accusatorie di Gervasoni. Turati rappresenta uno dei caposaldi del gruppo di atleti infedeli del Grosseto».
L’sms di Soncin. A Soncin, nell’ordinanza, viene contestato un sms del 13 maggio 2011 (prima di Grosseto-Reggina 0-1), indirizzato a Ilievski.(p.s.)
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