Sicurezza
Il calcioscommesse non rovina la festa
Mille al teatro Moderno per la presentazione del volume dedicato al club, ma c’è l’incubo della penalizzazione
GROSSETO. Circa mille persone hanno affollato il teatro Moderno per la presentazione del libro sul centenario dell'Us Grosseto calcio, “Cento passi nella storia”.
La cerimonia si è svolta in un clima di serenità ed allegria, completamente estraneo a ciò che potrebbe accadere nelle prossime settimane alla società, in seguito alla vicenda del calcioscommesse. Certo, la preoccupazione che la società unionista possa subire penalizzazioni per il prossimo campionato esiste ma vedere un teatro quasi esaurito, con un pubblico festante per il secolo raggiunto dall' Us Grosseto, è stato un toccasana per tutti, autorità comprese.
Il protagonista, senza dubbio, è stato il presidente Piero Camilli, osannato prima dell'ingresso sul palco – accompagnato da due “vallette” con maglia biancorossa e parrucche intonate – quando è stato chiamato ad intervenire e, alla fine, nel suo lungo intervento per parlare di sé e del suo forte legame con la città. Il “Patron” ha stretto il libro, come fosse già suo, proprio lui che di quei cento anni di storia ne ha fatti ben dodici, i più significativi ed i più importanti, con la “scalata” dai dilettanti fino alla serie B. «Fu una pazzia venire qui», ha detto, suscitando la consueta simpatia della platea.
Insieme a lui, la “cornice” sul palco è stata completata da “vecchie” ed attuali glorie del Grosseto, in una sorta di vari “salotti”, come ha raccontato il conduttore della serata, Carlo Vellutini. A partire da Carlo Pucci e Francesco Salerno, che hanno descritto alcuni momenti della squadra degli anni '50-'60 («nei campi dell'epoca, alcuni dei quali sembravano acquitrini», hanno detto), fino ad arrivare alla generazione successiva, il periodo di fine '60-inizio '70, con Francesco Carpenetti («sono legato a Grosseto, qui ho trascorso ventidue anni», ha sottolineato con soddisfazione), Vinicio Ciacci, che ha rinverdito i fasti delle grandi e storiche sfide con l'”odiata” Siena ed anche Adriano Meacci che resta attualmente l'attaccante vivente più prolifico del Grosseto (238 presenze e 100 reti) ed uno dei pupilli degli ultimi presidenti, da Amarugi a Camilli.
Poi è stata la volta di Luigi Consonni e Gianni Di Meglio – allora capitano – gli “eroi” di Padova e del passaggio alla serie cadetta e la delusione per i playoff persi contro il Livorno).
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