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Grosseto

Dietrofront Pd sull’attacco all’assessore

GROSSETO. «Nulla di strano e, soprattutto, nulla di insolito» solo la richiesta di un chiarimento. I quattro componenti di maggioranza della IV commissione consiliare Roberto Panfi (Pd), Marcello...

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GROSSETO. «Nulla di strano e, soprattutto, nulla di insolito» solo la richiesta di un chiarimento. I quattro componenti di maggioranza della IV commissione consiliare Roberto Panfi (Pd), Marcello Treglia (Psi), Lorenzo Mascagni (Pd) e Simone Marchetti (Api) gettano acqua sul fuoco della polemica nata dopo la seduta di venerdì scorso, quando proprio Panfi e Marchetti avevano stigmatizzato l'assenza dell'assessore ai Lavori pubblici Giuseppe Monaci nella seduta in cui si parlava della proposta delibera che prevede la monetizzazione per 2,7 milioni di euro di una parte delle opere di urbanizzazione del Pis del Commendone, dove sarà realizzata l’Ipercoop. «Sono stati posti quesiti e temi – dicono – che a giudizio di commissari sia di maggioranza che di minoranza rendevano opportuna la presenza dell'assessore». Monaci non aveva gradito e non l'aveva mandato a dire. «Non v'è stato alcun attacco – dicono i quattro – né alcuna richiesta impropria da parte dei consiglieri comunali» e si dicono sicuri che Monaci chiarirà tutti i dubbi nella seduta domani mattina.

Dai banchi dell'opposizione, invece, si leva la voce del capogruppo di Grosseto Oggi, Massimo Felicioni, del tutto contrario al progetto Ipercoop - «un'altra cattedrale nel deserto» - che vedrà «uno degli spazi agricoli più belli della campagna grossetana polverizzato dal consumo del suolo e dall'occupazione di cubature destinate al commercio», ma «tutto è già stato deciso» e, per limitare il danno Felicioni propone di destinare i 2,7 milioni non «a opere di viabilità in via Senegal, via Germania, via Giordania, via Nepal, via India e via Messico, comprese nel contesto del nuovo centro commerciale», perché «la situazione della viabilità nord può essere risolta in altri modi e con altre tempistiche».

Quei soldi, invece, dovrebbero andare «al sociale, alla scuola, alle manutenzioni e – non ultimo – alla realizzazione di uno spazio polivalente, utile anche per lo spettacolo, partendo, per esempio, dal recupero della sala Eden da far gestire ai giovani, liberi dalle solite appartenenze».

Enrico Pizzi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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