Sicurezza
Banca rifiuta i soldi antiusura
Imprenditrice si rivolge alla Misericordia per pagare l’affitto, Mps la dirotta su un altro istituto
GROSSETO. Una richiesta di finanziamento da tremilaseicento euro, la garanzia di Fidi Toscana e l’ok del servizio antiusura della Misericordia. E il no del Monte dei Paschi ad erogare a un’imprenditrice di Grosseto quella cifra. «Per colpa di un vecchio protesto», dice la signora. «No, soltanto per motivi logistici», risponde la banca. Fatto sta che la donna ha dovuto faticare un po’ per ottenere quei soldi. «Necessari - aggiunge - per non chiudere la mia attività».
Tutto è cominciato quando la crisi ha morso anche chi, nella nostra città, vende beni considerati di prima necessità: carta igienica, detersivi, articoli per la casa. Siamo a Barbanella, il negozio è Casa Mercato. «Mi sono rivolta al fondo antiusura per pagare tre mesi di affitto - racconta - e quando alla Misericordia mi hanno consegnato i documenti, mi hanno detto di andare alla filiale del Monte dei Paschi per avere quei tremilaseicento euro». Ma la banca, quei soldi a Rossana non li ha dati. «Mi ha accolta un funzionario, Francesco Privato - dice - che si occupa proprio di questo. Mi ha spiegato che alla banca risultava un vecchio protesto che avevo già sanato e mi ha consigliato di rivolgermi alla banca di San Miniato, dove ho un conto». La donna si è sentita umiliata da questa risposta. «Anche perché quel protesto è stato sanato e io a Mps, qualche anno fa, avevo anche aperto un conto - spiega - fatto sta che mi sono chiesta se davvero non fosse arrivato il momento di tirare giù il bandone». Una scelta che la donna non vorrebbe fare. Il negozio di Barbanella è l’attività di famiglia, aperto dalla madre cinque anni fa e rilevato da Rossana poco tempo dopo. In quel negozio dove di clienti ora se ne affacciano pochi, lavora anche il figlio della donna. La classica impresa di famiglia.
Il Monte dei Paschi, però, a passare da “cattivo” non ci sta. Il consiglio di rivolgersi ad un altro istituto, spiegano, è stato dato perché l’esposizione era con un’altra banca, quella di San Miniato, appunto, che eroga lo stesso servizio. «La nostra banca - dicono al Monte - ha coperto il 73% delle richieste di finanziamento di microcredito. Questo è stato soltanto un modo per semplificare l’iter». Una semplificazione, però, che a Rossana non è andata giù. «Il punto è che quei soldi non li ho chiesti per andare a comprarmi dei gioielli - dice - ma per tenere aperta la mia attività». Soldi che vengono rimborsati con piccole rate mensili a un tasso di interesse del 2%. «In questo modo posso avere una possibilità - aggiunge - e continuare a lavorare. Ma se le banche si mettono sempre di traverso per gli imprenditori è difficile andare avanti. Purtroppo la situazione che viviamo è quella che è. Certo, se i soldi girassero ancora come prima, anche noi chiederemmo finanziamenti direttamente alle banche, senza passare dal centro antiusura». Un centro che in via Ginori accoglie chi ha bisogno di pagare delle rate ma non può accedere ai normali prodotti bancari. «Con questa operazione la banca avrebbe rischiato poco più di 700 euro e io avrei preso una boccata d’ossigeno».
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