Il Tirreno

Grosseto

Veleni in commissione Monaci risponde a Panfi

di Enrico Pizzi

Unicoop, assente all’ultima seduta l’assessore ai lavori pubblici ribatte «Non si dovrebbero scaricare sugli altri le proprie frustrazioni politiche»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. «In IV commissione non si dovrebbero scaricare le proprie frustrazioni». L'assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci reagisce alle accuse che gli sono arrivate in primo luogo dai due commissari di maggioranza, Roberto Panfi e Simone Marchetti, per la sua assenza, venerdì, nella seduta della commissione che doveva esaminare la delibera con cui il Comune rinuncia ad acquisire, dalla Unicoop Tirreno, un terreno in zona Commendone, destinato a pubblici spettacoli, in cambio di 2,7 milioni di euro. «Assolutamente legittimo chiedere la mia presenza – dice Monaci – ma non vorrei che in commissione si fossero manifestate difficoltà per vicende tutte interne al Pd, questioni che Panfi dovrebbe scaricare sul suo partito e non sull'assessore Monaci». L'assessore, evidentemente, interpreta l'atteggiamento dell'ex capogruppo del Pd come un modo per mettere in difficoltà il presidente della commissione, Lorenzo Mascagni, che ha avuto un ruolo di primo piano nello scontro tra Panfi e la maggior parte del suo gruppo consiliare sulle nomine alla Fondazione Grosseto Cultura, finito con le dimissioni di Panfi da capogruppo. Poi Monaci spiega che «se è assolutamente opportuno che un assessore sia presente in commissione, è anche banalmente ovvio che se la riunione non è concordata con lui, è possibile che abbia altri impegni e anche una sua vita personale. Il consigliere che ritiene l'argomento così importante da richiedere la parte politica in commissione non fa altro che dirlo al presidente, in modo che concordiamo il giorno più adatto. In questo caso, però, non ritenevo che fosse indispensabile la mia presenza e ho mandato il dirigente, non un funzionario qualunque, per questo ero tranquillo. In ogni caso mercoledì andrò e darò tutte le spiegazioni richieste».

Monaci risponde, punto per punto, ai dubbi sollevati dai commissari. Innanzitutto la questione della valutazione del terreno fatta nel 2008.

«È stata confermata dall'ufficio patrimonio nel marzo scorso – dice – ritengo che sia di tutto vantaggio per il Comune».

Poi il tema della volontà o meno della Unicoop Tirreno di modificare la convenzione che prevede la cessione del terreno e non la sua monetizzazione. «Il dirigente – dice Monaci – siccome la commissione ha chiesto chiarimenti, ha subito chiesto alla Coop di confermare per scritto la propria volontà e penso che per mercoledì avremo la conferma». Sulla questione della futura destinazione del terreno, che resta in mano a Unicoop Tirreno, Monaci è chiaro: «Su quel terreno – spiega – è prevista un'area per spettacoli, se vorrà potrà realizzarla o farla realizzare Unicoop, ma non viene cambiata la destinazione, perché altrimenti si determinerebbe una modifica del valore». Infine il dubbio sollevato da Gori (Movimento 5 Stelle): i 2,7 milioni di euro finiscono per migliorare una viabilità a favore di Unicoop Tirreno? «Gli interventi previsti in delibera – dice Monaci – riguardano sì strade nel circondario del futuro centro commerciale, ma servono a migliorare quella parte di viabilità della città che è carente, abbiamo dei doveri anche nei confronti del consorzio degli artigiani della Stecca. Il nuovo centro commerciale sposterà molti traffici cittadini e l'ufficio mobilità ci raccomanda di intervenire su quell'area: non è un favore alla Coop, ma un dovere verso la città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa