Il Tirreno

Grosseto

Una stazione a metà, niente biglietti

di Maurizio Bernardini
Una stazione a metà, niente biglietti

Sportello chiuso e macchinette automatiche guaste, rabbia fra i turisti. Le Ferrovie: «Colpa di un fulmine»

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GROSSETO. Biglietteria automatica fuori uso, sportelli chiusi, fare il biglietto è impossibile. È l'ennesimo appuntamento con l'inadeguatezza di una realtà che vuole definirsi turistica ma che, almeno nel capoluogo, fa molto poco per dimostrarlo, almeno sul piano dei servizi e dell’accoglienza. Ad andare in scena, ancora una volta, è la stazione ferroviaria di Grosseto, prima e ultima cosa che appare agli occhi dei vacanzieri che scelgono la strada ferrata per raggiungere la Maremma. Turisti coraggiosi, viste le linee e i collegamenti con le grandi città (oltre 2 ore e mezzo per Firenze, una media di 5 ore per Milano), ma in ogni caso ce ne sono parecchi.

Dopo gli accampamenti abusivi più volte denunciati da Il Tirreno e lo stato di palese abbandono dell'area, ecco la notizia che ha il sapore del paradosso: ieri mattina tutto era guasto o fuori servizio e dunque pagare per il tratto da fare sui binari era impossibile.

Chissà come l'avranno presa pendolari e turisti e chissà se, a causa di un evidente disservizio, qualcuno non si sia trovato ad avere a che ridire con qualche controllore che pretendeva gli fosse presentato il biglietto debitamente obliterato.

Mentre sono in molti a credere e portare avanti una campagna di promozione turistica della terra di Maremma, ecco che tutto rischia d'essere invalidato da servizi scadenti.

Una condizione di trascuratezza che va a sommarsi a una rete infrastrutturale imbarazzante, tanto da definire “alta velocità” (nome esatto RegioFast”) un treno che impiega più di due ore e mezza per unire il capoluogo a Firenze. Forse meglio andare in bicicletta.

Riguardo alle biglietterie deserte, segnalate da più di un lettore, abbiamo provato a chiedere spiegazioni a qualche impiegato dell'azienda di trasporti: c'è chi dice di non sapere proprio cosa sia successo e chi, infine, confida che con il brutto tempo di questi giorni un fulmine si è abbattuto a pochi metri dai binari. Secondo il racconto di un addetto delle Ferrovie la scarica elettrica avrebbe tagliato la luce dall'intero impianto della stazione, isolando i macchinari e rendendoli inutilizzabili.

Certo rimane curioso che allo sportello della biglietteria non ci fosse nessuno, neppure in orario di lavoro: «Ieri mattina – precisa una ragazza – la biglietteria ha aperto con dieci minuti di ritardo. Sembrano pochi, ma non è così quando c’è da prendere un treno in partenza. Eravamo in sei, tutti in fila e tutti in attesa di vedere qualcuno. Alle sette del mattino dovevo partire. Mi sono trovata costretta a rivolgermi al capotreno: quando l'ho informato che non avrei potuto fare normalmente il biglietto ha scosso il capo e ha allargato le braccia. Poi mi ha assicurato che avrebbe provveduto a farmelo lui. Il disagio – prosegue la giovane – è stato comunque notevole. Insomma, se si è scelto di smantellare la stazione di Grosseto lo si dica chiaramente, così non si può certo proseguire».

Nel pomeriggio di ieri, finalmente, tutto era tornato alla normalità: biglietterie automatiche accese e sportello aperto. Qui il singolare è d'obbligo: c'è un solo addetto per quindici persone in coda. Benvenuti alla stazione di Grosseto, citta turistica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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