Sicurezza
Una perizia psichiatrica dopo l’accoltellamento
GROSSETO. Servirà una perizia psichiatrica per Cristina Lodovichi, la donna di 42 anni arrestata agli inizi del febbraio scorso per il tentativo di omicidio all'agriturismo l'Arcobaleno al Terzo di...
GROSSETO. Servirà una perizia psichiatrica per Cristina Lodovichi, la donna di 42 anni arrestata agli inizi del febbraio scorso per il tentativo di omicidio all'agriturismo l'Arcobaleno al Terzo di Roselle: avrebbe accoltellato la “rivale” in amore per ucciderla. Il giudice Marco Bilisari conferirà l'incarico fra un mese, dopo che il pm Giuseppe Coniglio aveva chiesto il rinvio giudizio e che il difensore Barbara Fiorini aveva avanzato la richiesta di rito abbreviato condizionato alla perizia. L'incarico sarà affidato al dottor Marco Armellini di Siena.
Cristina Lodovichi secondo l'imputazione aveva colpito al petto Ionel Mihaela Faraon con un coltello da cucina. Era il 3 febbraio scorso. La scena si era consumata in pochissimo tempo ma alle spalle c'era una storia sentimentale travagliata. Perché Georgij Gangal, 33 anni, romeno di nascita, non viveva più a un paio di mesi con Mihaela che aveva incontrato 7 anni prima; non viveva più lì perché lei - all'ennesima scappatella di lui - aveva deciso di lasciarlo, nonostante i due figli avuti dall'uomo, 4 e 6 anni, rimasti in Romania.
Georgij se ne era andato ma aveva preso alloggio nella stanza dello stesso agriturismo, proprio accanto a quella della ex convivente. E quella sera i due stavano per cenare insieme quando avevano sentito bussare alla porta. Era entrata la Lodovichi: «Chi è quella donna?» aveva chiesto scagliandosi contro l'uomo? Quando lui aveva risposto «La mia fidanzata», la Lodovichi aveva preso un coltello di quelli usati per tagliare il prosciutto e aveva colpito Mihaela: una coltellata dritta al cuore, penetrata soltanto per due centimetri. Poi un altro colpo: Mihaela si era però spostata ed era stata presa di striscio. Georgij era riuscito a legare la Lodovichi con i cavi dello stereo, poi era giunta la polizia mentre il 118: al pronto soccorso, le erano stati dati tre punti di sutura esterni e con due interni. Dieci giorni di prognosi. Era tornata poco dopo a casa.
«Mi ha salvato la vita», aveva detto Georgij, che aveva poi spiegato di aver conosciuto poco tempo prima Cristina, con la quale era stato qualche volta. «Ma la nostra non era una relazione».
L'indagata era stata messa agli arresti domiciliari dopo la convalida ma ne era evasa almeno un paio di volte. L'ultima volta a metà aprile. Il pm Coniglio si era detto contrario alla perizia psichiatrica, che il giudice ha comunque disposto.
(p.s.)
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