Attenzione
No al “muro” anti rumore che spezza in due la città
GROSSETO. «Non si può costruire una muraglia di 3 metri e mezzo, in alcune parti anche di 7 metri per risolvere il problema del rumore del passaggio dei treni in città». L'assessore all'ambiente del...
GROSSETO. «Non si può costruire una muraglia di 3 metri e mezzo, in alcune parti anche di 7 metri per risolvere il problema del rumore del passaggio dei treni in città».
L'assessore all'ambiente del Comune di Grosseto Giancarlo Tei dice un no deciso al progetto da 10 milioni di euro presentato da Rfi, la società delle ferrovie, per abbattere il rumore provocato dai convogli ferroviari che passano a 150 metri dal centro storico della città.
Quello proposto da Rfi e mostrato al pubblico dall'assessore venerdì sera, è un mostro architettonico di 2,8 chilometri, che attraverserebbe Grosseto, lungo il rilevato ferroviario, per circa un chilometro e mezzo: un muro di pannelli fonoassorbenti di 3 metri e mezzo, che, in qualche punto, si innalzerebbe fino a 7 metri, per ingabbiare la strada ferrata e la isolarla dal resto della città. Una specie di muro di Berlino che spezzebbe la città in due e che finirebbe per essere soluzione più dolorosa del male.
Al passaggio delle immagini, nei maxischermi della sala consiliare, non sono mancati i commenti – tutt'altro che favorevoli – da parte di chi vedeva, per la prima volta, il risultato della proposta progettuale avanzata da Rfi.
Un progetto da 10 milioni di euro che l'assessore Tei non ha esitato a definire «inaccettabile».
«Il problema delle emissioni rumorose esiste – ha detto Tei – ed è anche un problema significativo per la salute dei cittadini, ma non possiamo accettare una infrastruttura che finirebbe solo per dividere ulteriormente la città che è cresciuta, negli anni lungo la ferrovia».
Esclusa l'ipotesi dell'utilizzo di pannelli trasparenti, perché non sarebbero fonoassorbenti e non risolverebbero alcun problema, Tei spiega che soluzioni alternative ce ne sono e sono contenute in uno studio effettuato dall'Arpat.
In particolare Tei cita l'ipotesi della molatura delle rotaie, che ridurrebbe le vibrazioni, e dunque il rumore, ma anche dell'utilizzo, sempre per le rotaie, di materiali che assorbano meglio le vibrazioni stesse. «Forse – ha detto – in qualche punto sarà anche necessario realizzare qualche muro, ma non possiamo certo accettare una soluzione delle dimensioni che Rfi ci ha prospettato». Anche l'assessore provinciale ai lavori pubblici Fernando Pianigiani ha spinto sulla necessità di verificare soluzioni diverse, anche da quelle prese in considerazione dall'Arpat. Peraltro Tei ha sottolineato che c'è, da parte di Rfi, una grande disponibilità a discutere di soluzioni alternative. Il Comune, dunque, metterà sul tavolo le sue.
Enrico Pizzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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