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I diportisti minacciano un ricorso al Tar

I diportisti minacciano un ricorso al Tar

Santa Liberata, riunione di fuoco tra ormeggiatori. Contestato il bando per l’assegnazione dei pontili

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ORBETELLO. Non sembrano bastare i molti tavoli di concertazione, tra Comune lagunare e associazione diportisti orbetellana, per fugare i dubbi di questi ultimi sul bando per l'assegnazione degli ormeggi in località di Santa Liberata. Risale alla sera del 25 maggio la notizia di un'assemblea particolarmente movimentata tra i membri Ado, nella quale sono stati discussi temi bollenti tra cui un eventuale ricorso al Tar. Il Consiglio Direttivo, oltre a informare i soci sui contatti, ormai continui, con gli esponenti della giunta di centrosinistra, ha espresso tutti i propri interrogativi riguardo alla reale possibilità, sulla base dell'attuale avviso di gara, di poter mettere le barche in acqua.

Ma quali sono i problemi che turbano in particolar modo gli iscritti? Si tratta di questioni sia di ordine normativo, che tecnico ed economico.

«L’avviso di gara sancisce di fatto una situazione di assoluta ordinarietà, e quindi la necessità di percorrere il cammino per la realizzazione dei pontili d’ormeggio, ancorché provvisori, ottemperando completamente a tutte le normative vigenti», scrivono i diportisti. Ciò significa che ciascuno dei vincitori della gara dovrà richiedere, individualmente, un permesso a costruire il proprio pontile corredando la richiesta con un progetto. La confusione dell'Ado aumenta se si pensa poi che, nel corso degli incontri con la giunta, quest'ultima avrebbe più volte manifestato tutta la propria volontà di rapportarsi con un'unica interfaccia, che si preoccupi di “armonizzare” il progetto complessivo. La domanda, a questo punto, sorge legittima: «Quali sono gli strumenti normativi per fare ciò, anche in considerazione del fatto che nell’avviso di gara non si fa alcun accenno a questo aspetto?»

Ma gli argomenti portati in discussione non si esauriscono qua. Particolare interesse suscita anche la parte economica, quella relativa ai costi di realizzazione di pontili, che i diportisti intendono accollarsi, e cheper il loro carattere temporaneo, dovrebbero essere smontati dopo 120 giorni.

«Ciò - proseguono - rende di fatto impraticabile anche economicamente la soluzione costruttiva in pali e legname indicata nell’avviso di gara e, come riconosciuto da alcuni degli interlocutori dell’amministrazione, fa dell’installazione di pontili galleggianti l’unica soluzione ragionevole». Proprio per questo le “uscite di sicurezza” dell'agguerrita associazione non sono mancate. Per uscire dall'empasse l'Ado ha portato all'attenzione dei soci alcune iniziative da promuovere, tra cui conferenze e manifestazioni ma, in estrema ratio, appare tra le opzioni il ricorso al Tar, peraltro già predisposto ed in attesa del via libera, per impugnare il contestatissimo avviso di gara. Il segnale che le acque non fossero troppo calme ha avuto una nuova conferma. Starà adesso agli assessori preposti, e ai tecnici comunali, formulare una risposta quanto più esaustiva.

Claudia Della Verde

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