Sicurezza
Antagonista, tutti i lanci andranno comunicati
AMIATA. Per il cinipide killer dei castagneti del monte Amiata, arriveranno anche le ordinanze dei sindaci amiatini. È ormai è guerra aperta su più fronti. Guerra fra il Torymus, l’antagonista buono...
AMIATA. Per il cinipide killer dei castagneti del monte Amiata, arriveranno anche le ordinanze dei sindaci amiatini. È ormai è guerra aperta su più fronti. Guerra fra il Torymus, l’antagonista buono del famigerato insetto cinese e il cinipide che ha trasformato, a maggio, i castagni in “ciliegi”, con galle rosseggianti e foglie striminzite che non promettono nulla di buono per il prossimo raccolto. Ma è “pace armata” anche fra le istituzioni che fino a questo momento hanno curato i protocolli dei lanci del Torymus e il privato che ha cominciato a offrire sul mercato il raro e prezioso antagonista. Le ragioni e le preoccupazioni di questo inaspettato ingresso sulla scena castanicola di un soggetto “esterno” che è riuscito a fornire alcune coppie di Torymus, le hanno spiegate, nel corso di un’assemblea di oltre 100 persone, venerdì sera, nella sede dell’Unione, Lorenzo Fazzi, presidente Associazione castagna Igp, Franco Ulivieri presidente Unione, Emilio Landi, e Claudio Franci sindaci di Castel del Piano e di Arcidosso: bisogna evitare che si speculi su questa malattia. Per cui, hanno avvertito i sindaci, riteniamo opportuna un’ordinanza che imponga ai privati che autonomamente acquisteranno e lanceranno il Torymus nei castagneti, di darne comunicazione alle istituzioni.
L’antagonista che è stato lanciato già da un anno in un paio di punti dell’Amiata (Sorano e Monticello) ha attecchito. Lo hanno dimostrato le analisi delle galle fatte nei laboratori e si spera di avere la stessa risposta dagli ulteriori 13 lanci di questo anno. Ma al Torymus occorrono circa 4 anni per coprire l’intera fascia castanicola dell’Amiata (se tutto andrà bene) e nel frattempo si attende la netta diminuzione del raccolto.
Nel frattempo Lorenzo Fazzi ha fatto distribuire un vademecum per la lotta al cinipide, fra cui il punto principale è quello di non danneggiare le galle per lo meno fino ai primi di giugno. È proprio dentro alle galle, infatti, che si consumerà la guerra fra cinipide e Torymus. Se si bruciasse il fogliame con le galle, infatti, andrebbe in fumo l’operazione e se si considera che un lancio di circa 150 coppie di Torymus costa 1500 euro, si comprende il danno anche economico provocato. Intanto i castanicoltori chiedono un sostegno economico per il periodo in cui il raccolto sarà assente. Fuori discussione la richiesta di calamità naturale, ma grande attenzione a un problema che costituisce per tutta la comunità una perdita secca in termini economici e una grande perdita anche in termini ambientali.
Fiora Bonelli
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