Il Tirreno

Grosseto

LA QUESTIONE DELLA POTENZA

Il “Bora Bora” è in piena regola

Il “Bora Bora” è in piena regola

Svolti i controlli della commissione sul motore del peschereccio

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STEFANO. “Bora Bora” è in regola. La notizia è piaciuta a tutto il gruppetto di interessati che per tutto il pomeriggio ha sostato, con inquietudine, sul molo Garibaldi a poppa delle imbarcazioni rientrate presto in porto per il mare agitato. «Bisogna pescare meno; è necessario diminuire lo sforzo di pesca nel Mediterraneo». A questo risultato tendono norme e leggi della Comunità europea e di conseguenza del governo italiano. Per raggiungerlo tutti i mezzi sembrano buoni: dal divieto di pesca nei giorni di sabato al fermo biologico, dagli incentivi per la rottamazione dei pescherecci ad una burocrazia asfissianate .

Burocrazia che pare non tenere conto che chi pratica lo strascico è gente che sta in mare più di dodici ore al giorno, a combattere contro elementi naturali come il mare, il vento, il caldo e il freddo. «Ma come - dicono i pescatori - In questo momento di crisi, a noi che produciamo, ci dicono di non farlo. Vogliono sacrificare noi per favorire altre nazioni».

Tra i cento problemi della pesca, da qualche tempo c’è anche la questione dei motori pesanti e di quelli leggeri. È una faccenda tecnica in cui sono coinvolti i motori, i carburanti, la potenza in HP e Kw, i riduttori di trasmissione tra il motore e le eliche. La tendenza è quella di montare motori leggeri perché costano meno di quelli pesanti, pretendono poca manutenzione, sono più veloci. Qualcuno però sembra stia provando ad aumentare la potenza installata e questo non è consentito. Da qui l’iniziativa del Ministero – direzione generale della pesca – che invia, periodicamente, una commissione di tecnici, ad effettuare dei controlli a campione sui motopesca delle più importanti flotte pescherecce italiane.

Ieri è toccato ad un motopesca di Porto S. Stefano: il “Bora Bora” di Antonio Manno. La commissione è salita a bordo, il peschereccio è uscito dal porto, ha messo in acqua i divergenti per mettere sotto sforzo il motore ed altre apparecchiature, come il già menzionato riduttore che riduce i giri dell’elica rispetto a quelli del motore. Il controllo ha confermato che a bordo del peschereccio di Manno tutto è in perfetta regola e Il motore spara i 320 Hp consentiti dalle dimensioni.

Tutto è risultato normale. Saputo l’esito della visita a bordo, Antonio Manno si è rasserenato. Pare rientrato anche il suo proposito di mettere in disarmo i suoi quattro motopesca che occupano 26 capifamiglia. E così “Bora Bora” questa mattina è uscito verso le 12 con il motore che brontolava allegro.

Renzo Wongher

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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