Il Tirreno

Grosseto

L’impianto a biogas

Puri: «Dateci il via libera in fretta»

Puri: «Dateci il via libera in fretta»

Il presidente di Sacra: non ci sono più le ragioni dell’annullamento

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CAPALBIO. Adesso il Comune ha l’occasione per dimostrare se l’impianto lo vuole o meno, se è favorevole alle energie alternative o no. Lo dice con chiarezza Carlo Puri Negri, presidente di Sacra, chiedendo che l’autorizzazione sia rilasciata in tempi brevi.

«Sacra Srl possiede i terreni su cui realizzare l'impianto (10 ettari che ha dovuto comprare per assolvere le prescrizioni di localizzazione del Comune), e conduce in affitto 1.050 ettari di terreno di Sacra Spa. I raccolti alimenteranno l'impianto a biogas – esordisce il presidente Puri –. Sacra è stata la prima vittima dei controversi rapporti tra i venditori e il loro procuratore, signori che prima dell'acquisto non conosceva e ai quali è stata indirizzata dall'amministrazione per localizzare un impianto che aveva tentato invano di costruire nella propria azienda».

«È un fatto – prosegue Puri – che il Comune abbia posto a fondamento del proprio annullamento le controversie tra questi signori, nonostante nessuno abbia contestato l'efficacia delle scritture davanti a un giudice; ma è altresì un fatto che con la successiva ratifica e l'acquisto di questi terreni da parte di Sacra Srl, è venuta meno ogni ragione a mantenere l'annullamento. Ora il Comune può reiterare l'approvazione del piano di miglioramento e consentire alla Provincia di mantenere in piedi l'autorizzazione. Il valore di questa approvazione da parte del Comune è legata al tempo. Come aveva colto il presidente del Tar con il suo primo provvedimento, l’autorizzazione ha un valore se rilasciata in tempo utile per mettere in esercizio l'impianto entro il 31/12/12, altrimenti verranno persi gli incentivi del 4° conto energia e la realizzazione dell'impianto non sarà più possibile».

«Senza pregiudizi e polemica, ritengo che in questa vicenda le grida degli oppositori dell'impianto abbiano fatto perdere di vista che, per legge, gli impianti a biogas sono di interesse pubblico anche se realizzati da privati. L'impianto ha il parere di sostenibilità di tutti gli enti, incluso il Comune, che con le loro prescrizioni hanno tutelato, in questo procedimento come non mai, l'ambiente e il paesaggio. Se non verrà rilasciata nel giro di pochi giorni l'autorizzazione - per il cui esame non c'è nessun nuovo documento o atto da valutare - sarà chiara la volontà di non voler far realizzare l'impianto. Non penso però che in questo modo si faccia l'interesse pubblico, che credo sia quello di garantire la manutenzione e la qualità di tutta la fascia costiera e la protezione dell'oasi. Certo è che senza i proventi dell'impianto Sacra non potrà proseguire nelle coltivazioni, e non avrà le risorse per investire in piantumazioni e opere di conservazione degli oltre 400 ettari della riserva che rappresentano il cuore della fascia costiera capalbiese. Non credo sia questo l'interesse pubblico da perseguire».

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