La manifestazione
Materassi e siringhe Benvenuti alla stazione
L’antenna della Telecom è sempre per terra come cinque mesi fa Tolte le panchine, nulla è cambiato tra sporcizia e degrado a due passi dal centro
GROSSETO. Un giorno qualunque, un orario qualunque. La stazione è lì, brutta come sempre. La questione non è riferita al comune senso estetico, ma a un crescente degrado sociale.
Per capire come stanno le cose, basta semplicemente fare due passi. Muoversi come si muoverebbe un grossetano qualunque, o un turista che ha scelto di visitare la capitale della Maremma. E tutto è subito chiaro.
Sporcizia, siringhe, profilattici, escrementi e materassi: eccola qua la descrizione delle prime cinque cose su cui sbattiamo lo sguardo. Non ci troviamo in qualche landa desolata, ma nel cuore di un capoluogo che vuole definirsi turistico, nel centro dell’Italia civile e solidale. Eppure qui, di civile, c’è ben poco.
Stiamo attraversando il piazzale nel retro delle poste in piazza Marconi, l’odore acre di urina è fortissimo ed è facile scorgere, oggi come molti mesi fa, un vero e proprio accampamento.
Camerette a cielo aperto, con tanto di cartoni che nella mente di chi si sente - o forse meglio sarebbe dire è - abbandonato dalla società non sono altro che moderni comodini e comò.
A pochi metri, proprio nel punto che era stato ripulito in seguito alle segnalazioni del Tirreno, spuntano un paio di materassi matrimoniali. Sono coperti con un telo, per proteggerli dalla pioggia. Verranno tirati giù con il calare della notte. La notte appunto, nodo cruciale: con l’avvicinarsi dell’estate sono sempre meno quelli che si preoccupano di chi dorme all’addiaccio, coperto da un paio di stracci e qualche foglio di giornale. Ma l’impressione, speriamo sbagliata, è che il prossimo Natale saremo sempre qui, ancora a parlare delle stesse cose.
Lo scorso anno infatti, mentre la città si vestiva a festa, alla stazione la musica era sempre la stessa.
Oggi, a distanza di sei mesi, siamo fermi a quelle immagini: mentre in giro si fa un gran chiacchierare di solidarietà, in piazza Marconi, nel pieno centro cittadino, ci si imbatte negli identici indumenti stracciati e rattoppati alla meglio, ancora una volta appesi a prendere aria sopra le siepi e nelle staccionate adiacenti la linea ferroviaria.
All’allarme sociale e legale vanno poi sommandosi molte altre piccole questioni. Una accanto all’altra rendono bene l’idea di un evidente stato d’abbandono: la colonna della Telecom che avevamo fotografato all’inizio dell’inverno scorso è sempre lì, divelta, abbandonata in mezzo alle panchine che ospitano turisti e grossetani in attesa dei bus. Nessuno l’ha neppure tirata su. Neanche per sbaglio.
Le panchine che invece si trovavano dall’altra parte del piazzale sono state tolte già da diverso tempo: una soluzione estrema, da molti criticata, per arginare la presenza di senzatetto che bivaccavano, spesso ubriachi, da quelle parti.
Resistono anche le transenne, abbandonate una dietro l’altra, non si sa bene perché, a pochi metri dal bar della stazione; così come il discusso distributore di siringhe, naturalmente sfasciato.
Visitare la stazione è una vera goduria: significa trovarsi davanti agli occhi niente meno che il biglietto da visita pregiato che ogni maremmano ha da presentare a ogni turista che sceglie di trascorrere qui le proprie vacanze. Roba da esserne fieri insomma.
C’è da dire che il piano di recupero e riqualificazione dell’intera area, da tempo nella mente degli amministratori locali, è stato recentemente approvato dalla giunta. La spesa complessiva sarà di 3 milioni e mezzo di euro, di cui 850 mila finanziati dalla Regione.
I lavori sono destinati a partire non prima di alcuni mesi da adesso, per poi concludersi nell’arco di un paio d’anni. Intoppi permettendo.
Due gli auspici: che nel frattempo la situazione di degrado “spicciolo” possa essere sanata e soprattutto che alle famiglie che vivono in condizioni disperate, ricorrendo ai bagni della stazione per ripulirsi, quelle famiglie che non hanno un tetto sotto cui ripararsi quando piove e allestiscono camerette a cielo aperto, d’inverno così come d’estate, a quelle famiglie venga offerto almeno un briciolo di dignità.
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