Il Tirreno

Grosseto

«Dubbi sul rilancio del Puntone»

Scarlino, lista civica contro società e Comune. «Troppa incertezza sui progetti»

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SCARLINO. Promomar è pronta a investire milioni di euro sul porto turistico del Puntone. «Meglio tardi che mai», dicono dalla lista civica d’opposizione Scarlino Insieme. Già, perché «per alcuni è un miracolo vista la situazione contingente», ma in realtà «la crisi ha iniziato a materializzarsi dal 2010 in maniera tangibile. Quindi noi diciamo investimenti dovuti, che competano a chi intraprende certe attività».

Rimane sospettosa la civica riguardo al cosidetto “rilancio del porto”, annunciato nei giorni scorsi dalla società. Del resto, se «al momento sono tutte promesse di intenti “intangibili”, tangibile è solo la cassa integrazione per 28 dipendenti a cui siamo vicini».

E nel gioco delle parti, basandosi comunque sui fatti, Scarlino Insieme non salva dai suoi sospetti l’amministrazione comunale. Infatti, continua la nota, la cassa integrazione è «la dimostrazione di quanto la nostra amministrazione di sinistra sia diligente e disponibile verso l’impresa ma a scapito di tutto il resto».

Il prolungamento della convenzione tra Comune e Promomar nel 2009, lavori in ritardo e così via: sono questi i punti su cui la civica basa il suo attacco alla maggioranza. Arriviamo così al 2012, alla nuova convenzione e alla diatriba giuridica che ha visti coinvolti sia i rappresentanti delle opposizioni sia il sindaco Maurizio Bizzarri, che li ha denunciati per diffamazione dopo un volantino relativo al porto. Ma oggi l’attenzione è puntata su quei milioni di euro promessi da Promomar.

«Speriamo che tali promesse di rilancio si attuino con i fatti, che i cassa integrati possano rientrare alle loro mansioni e che la galleria commerciale decolli, creando occupazione e nuove prospettive imprenditoriali», dicono da Scarlino Insieme, chiedendo anche «che l’amministrazione comunale svolga il suo compito in maniera virtuosa così come dichiara di fare l’azienda». Anche perché, secondo la civica, a questo punto sia la società che il Comune hanno solo da perdere in questa vicenda.

«Se questo obbiettivo e il rispetto dei vincoli previsti nelle convenzioni verrà perseguito da entrambe le parti avranno svolto ne più ne meno il loro compito. Diversamente ognuno per la propria strada e non mancheremo di stimolare e denunciare ciò che non funziona esattamente come abbiamo fatto fino ad oggi che al sindaco piaccia o meno».
Alfredo Faetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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