Il Tirreno

Grosseto

«Con l’Imu si paga meno che con l’Ici»

«Con l’Imu si paga meno che con l’Ici»

Il sindaco replica agli attacchi di Casamenti: previste anche maggiori esenzioni per l’Irpef

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ORBETELLO. In risposta all'attacco di Casamenti sull'aliquota Imu, l'amministrazione lagunare cerca di fare chiarezza. Il sindaco Monica Paffetti fa presente che il coefficiente Ici nel 2007, ultimo anno in cui i cittadini hanno pagato per tutte le fattispecie di categorie catastali, era pari al 5,9 per mille «Percentuale talmente alta – spiega – che oggi, con l’aumento del 60% del valore catastale degli immobili, come previsto nel calcolo dell’Imu, i cittadini di Orbetello pagheranno comunque meno rispetto al 2007». Il tasso fu poi abbassato al 5,4, con deliberazione numero 3 del 2008, quando l’Ici per la prima casa veniva applicata solo alle categorie catastali A8 e A9, ovvero abitazioni in ville e castelli, presenti nel comune orbetellano nella quantità di 28 unità immobiliari. «Purtroppo l’introduzione dell’Imu con tariffa base non lascia la possibilità di coprire le spese a fronte dei tre milioni di mancati trasferimenti dallo Stato, anche in considerazione del fatto che il 40% dell’Imu torna allo stesso. Pertanto, per far fronte ai servizi essenziali, l’Amministrazione è costretta a rimodulare il coefficiente per la seconda casa cercando comunque di venire incontro ai cittadini; per questo gli uffici stanno definendo adeguati parametri in modo da differenziare gli importi da versare per le 2° case a seconda se siano locate o meno e per i fondi distinguendoli tra commerciali e artigianali». Altro punto che interessa la giunta di centrosinistra riguarda i soggetti da tutelare ospitati in Rsa, individuando comunque l’abitazione dove non dimorano come prima casa. Ribadendo la volontà di tutelare il reddito e non la rendita a difesa delle categorie più deboli, la Paffetti prosegue: «L’ addizionale Irpef nel nostro comune ha un coefficiente tra i più alti nella zona per precisa volontà di chi oggi, con scarso senso morale e comprensione della difficoltà del momento, critica le scelte fatte dando informazioni errate, mentre l’attuale Amministrazione sta aumentando da 9.000 a 15.000 euro la soglia di esenzione, esonerando così dal pagamento dell’ addizionale circa il 38% della popolazione». Consapevoli che un ente pubblico deve sostenere ed integrare le necessità della popolazione, mantenendo e tutelando i servizi essenziali di assistenza alle categorie più deboli, quali l’aiuto agli anziani, la scuola, il trasporto pubblico, la sanità, l’amministrazione annuncia la volontà, specialmente su quest'ultimo punto, di provvedere con propri stanziamenti per far sì che i servizi non diminuiscano.

Claudia Della Verde

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